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Giorno 11 | Osaka > Tokyo (Asakusa)


vicolo di tokyo la sera illuminato con lanterne giapponesi


PROGRAMMA DI VIAGGIO

Rientro verso Tokyo in Shinkansen | Treni veloci e locali per 3 ore - 505 km ca. In mattinata, partenza per Tokyo con treno shinkansen. Il percorso ci impegnerà per circa 3 ore 3 mezzo. All’arrivo, ci trasferiremo nuovamente verso il nostro Hotel di Tokyo, nel quartiere di Asakusa dove avremo del tempo libero a disposizione per alcune ultime esperienze ceh ioviaggioresponsabile.it suggerisce, o per dello shopping nella vicina strada Kappa-Bashi, prima del rientro in Italia.

APPROFONDIMENTI

ASAKUSA, CUORE STORICO DI TOKYO

Dopo il viaggio in Shinkansen da Osaka a Tokyo e il check-in presso The B Asakusa Hotel, il resto della giornata è dedicato alla scoperta autonoma di Asakusa, uno dei quartieri più tradizionali e affascinanti di Tokyo. Asakusa è celebre per aver conservato l’atmosfera dello Shitamachi – la “città bassa” popolare di Edo – con strade piene di storia, templi antichi, vivaci botteghe artigiane e un ricco folklore locale. 

Qui si trova il Senso-ji, che abbiamo già conosciuto durante il viaggio, il più antico e venerato tempio buddista di Tokyo, con quasi 1400 anni di storia. Un tempo quartiere dei mercanti e dell’intrattenimento, Asakusa oggi mescola tradizione e modernità

Accanto alle lanterne e pagode di Senso-ji svetta, in lontananza, la silhouette futuristica del Tokyo Skytree, che può essere un'altra delle esperienze di giornata, creando un panorama unico. 

La giornata odierna sarà quindi libera, permettendovi di esplorare con calma solo il quartiere di Asakusa (evitando spostamenti in altre zone di Tokyo) e di immergervi nelle sue storie, leggende e curiosità.


TEMPIO SENSO-JI E LA VIA NAKAMISE

Senso-ji (conosciuto anche come Asakusa Kannon), fondato nel 628 d.C., è il simbolo del quartiere nonché il tempio più antico e famoso di Tokyo. Si narra che due pescatori trovarono nel fiume Sumida una statuetta della dea Kannon (divinità della misericordia) e decisero, con l’aiuto del capo villaggio, di edificare un tempio in suo onore – dando origine a Senso-ji circa 1400 anni fa. 

Da allora questo santuario è meta di pellegrinaggi e oggi attira milioni di visitatori ogni annoL’ingresso monumentale avviene attraverso la porta Kaminarimon (“Porta del Tuono”), iconica per la sua gigantesca lanterna rossa di carta e per le statue guardiane del Dio del Tuono (Raijin) e del Vento (Fujin) che la presidianoQuesta porta originale risale al X secolo ma, distrutta e ricostruita più volte, l’attuale struttura è del 1960. Scattate pure una foto ricordo sotto la lanterna col kanji di “tuono”! Attraversata la Kaminarimon, si percorre la pittoresca via Nakamise, un viale pedonale di circa 250 metri fiancheggiato da oltre 80 bancarelle e negozietti tradizionaliasakusastation.com. Qui potrete curiosare tra souvenir tipici, ventagli, kimono, maschere, e soprattutto gustare qualche snack locale: provate i ningyō-yaki, soffici dolcetti a forma di lanterna o pagoda ripieni di marmellata di fagioli rossi, oppure i sembei (cracker di riso alla salsa di soia) appena grigliati, e la famosa Kaminari-okoshi, croccante di riso soffiato dolce legata anch’essa alla tradizione del tempio. Queste piccole prelibatezze di strada fanno parte dell’esperienza e raccontano la cultura gastronomica popolare di Asakusa.

In fondo a Nakamise si erge la porta Hōzōmon, ingresso interno del tempio, imponente struttura a due piani (alta 22,7 metri) ricostruita nel 1964 in materiali ignifughi. Ai lati custodisce giganteschi sandali di paglia appesi, offerti periodicamente in voto e simbolo delle calzature dei guardiani Niō (le statue di guerrieri che proteggono il tempio)

Oltrepassato Hōzōmon, vi troverete di fronte al maestoso padiglione principale (Hondō) di Senso-ji, dedicato alla dea Kannon. L’architettura attuale è una ricostruzione del 1958 (dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale), ma rispetta lo stile tradizionale con tetti a scandole e vivaci colori rosso-oro

Curiosità: la statua originale della Kannon, ritenuta miracolosa, non è visibile al pubblico – è custodita e nascosta sin dal VII secolo e si dice che porti sfortuna a chiunque provi a rivelarla. Una copia della statua viene esposta solo una volta l’anno, il 13 dicembre, per pochi istanti. Davanti al santuario notate l’immenso braciere d’incenso: tradizione vuole che vi avviciniate al fumo (osenko) per purificarvi e attirare buona salute. Potete anche provare a trarre un omikuji, la “fortuna” cartacea: con un’offerta da 100 yen scuotete la scatola degli oracoli finché esce un bastoncino numerato, aprite il cassetto corrispondente e leggete la sorte in inglese/giapponese. Se la predizione è nefasta, annodatela sulle apposite rastrelliere metalliche per lasciare lì la sfortuna; se è positiva, tenetela con voi come portafortuna.

Accanto al padiglione principale svetta la pagoda a cinque piani di Senso-ji, alta 53 metri. Sebbene l’originale risalisse al 942, l’attuale pagoda è stata ricostruita nel 1973 in cemento armato (per resistere ai terremoti) mantenendo però la forma classica. 

Dettaglio notevole: nella guglia della pagoda è custodita una reliquia del Buddha (ceneri) donata nel 1966 da un tempio dello Sri Lanka, a suggello dell’amicizia tra i due paesi.Questo fa di Senso-ji un luogo ancora più sacro e amato dai devoti. Dietro la pagoda si trova un piccolo stagno con un santuario dedicato alla dea Benzaiten e una parete di tavolette votive (ema) dipinte: potete osservarle per scoprire i desideri che i fedeli lasciano (spesso raffigurano proprio la dea Kannon o scene tradizionali).

Dedicate il tempo necessario a esplorare l’area del tempio: l’atmosfera spirituale di Senso-ji è davvero affascinante. Non perdetevi il vicino Asakusa-jinja (il Santuario di Asakusa), un piccolo santuario shinto accanto al tempio buddista, spesso ignorato dalle folle. Questo santuario, più tranquillo, è dedicato ai tre uomini (i due fratelli pescatori Hinokuma e il loro capo Haji no Nakamoto) che leggendariamente fondarono il Senso-ji 1400 anni fa. Ogni anno a maggio qui si svolge il celebre Sanja Matsuri, una delle più grandi feste tradizionali di Tokyo, in cui mikoshi (santuari portatili) vengono portati in trionfo per le vie di Asakusa in un tripudio di folla: anche se oggi non è periodo di festival, è interessante sapere che lo spirito festivo del quartiere ha radici profonde.

Uscendo dal complesso templare, potreste fare una pausa pranzo in autonomia. Asakusa offre opzioni per tutti i gusti: ci sono ristoranti storici come Daikokuya Tempura (noto per il tendon, tempura su riso, aperto dal 1887) o Asakusa Imahan (famoso per il sukiyaki di manzo), ma anche tante piccole tavole calde e street-food. Se preferite qualcosa di veloce, cercate il Melonpan di Asakusa Kagetsudō (una soffice brioche dolce dall’aroma di melone, venduta calda e famosa dal 1945) o approfittate delle bancarelle per un taiyaki (dolce a forma di pesce ripieno) o uno spiedino salato. Dopo pranzo, con le energie recuperate, siete pronti a continuare la vostra esplorazione del quartiere.


ASAKUSA: POMERIGGIO TRA TRADIZIONE E CURIOSITÀ

Nel pomeriggio, continuate a gironzolare per Asakusa scoprendone angoli caratteristici e storie del passato. Potete perdervi volontariamente nelle stradine laterali meno trafficate attorno a Senso-ji: ogni vicolo può riservare sorprese, come piccole edicole votive, statue di Jizō protettori dei bambini, o antiche abitazioni con giardinetti nascosti. Una via pittoresca è Denpōin-dōri, decorata con lanterne e insegne retro in stile Edo: qui troverete botteghe di artigiani, venditori di ventagli dipinti, sandali di paglia (zōri) e magari assisterete alla preparazione manuale dei senbei in vetrina. Questa strada vi regala un assaggio della Asakusa d’altri tempi, lontano dalla calca turistica.


HANAYASHIKI

Se volete scoprire un volto divertente e popolare del quartiere, fate un salto a Hanayashiki, il parco divertimenti più antico del Giappone, aperto nel 1853 proprio dietro Senso-ji. Oggi Hanayashiki è un piccolo luna park vintage con giostre rétro, una ruota panoramica lillipuziana e montagne russe in miniatura: anche solo passare davanti all’ingresso con l’insegna colorata vi farà capire quanto Asakusa fosse, già nell’800, un luogo di svago per la gente comune. Nei dintorni si trovava anche il “Rokku”, l’antico distretto di teatri, cinema e rakugo (comicità tradizionale) – tracce di quell’epoca rimangono nell’Asakusa Engei Hall, teatro ancora attivo per spettacoli di cabaret e racconti comici giapponesi.



SUMIDA PARK Per una pausa rilassante, potete passeggiare lungo il vicino Sumida Park, sulle rive del fiume Sumida. Il parco offre una vista aperta sull’acqua e, soprattutto in primavera, spettacoli di sakura (i ciliegi in fiore) che hanno reso celebre questa passeggiata. Attraversando il ponte Azuma-bashi (il ponte rosso a pochi minuti da Senso-ji), noterete di fronte a voi la bizzarra Asahi Beer Hall con la sua famosa “Fiamma d’oro” sul tetto, opera dell’artista Philippe Starck – i locali scherzano chiamandola “la cacca d’oro” per la forma, ma in teoria simboleggia il fuoco del cuore di Asahi, la celebre birra giapponese.

TOKYO SKYTREE: LA NUOVA ICONA DI TOKYO

Da Azuma-bashi, se alzate lo sguardo, avrete una visuale ravvicinata del Tokyo Skytree, la torre più alta del Giappone e nuovo simbolo di Tokyo. Se avete voglia di modernità, potreste decidere di dedicare il tardo pomeriggio a salire sullo Skytree per un panorama mozzafiato – ne parliamo negli approfondimenti più avanti. In alternativa, restate ad Asakusa e continuate a esplorare qualche via meno nota: ad esempio, la “Hoppy Street” (Hoppi-dōri), un vicolino nei pressi di Senso-ji famoso per le sue izakaya all’aperto. Al calar della sera questa strada si anima di locali tipici dove gli abitanti si ritrovano per bere Hoppy (una bevanda gassata al malto miscelata con shōchū) accompagnando yakitori e oden. Sedersi in uno di questi minuscoli bar con sgabelli in plastica, sotto le lanterne rosse, è un’esperienza autentica che vi farà sentire parte del quartiere.

Prima che faccia buio, non perdete l’occasione di ammirare Senso-ji anche di sera: al tramonto, infatti, i grandi portali e la pagoda vengono illuminati scenograficamente. L’area del tempio, che di giorno brulica di gente, in orario serale diventa più tranquilla e suggestiva. Le lanterne accese e la semi-oscurità creano un’atmosfera mistica perfetta per scattare foto ricordo uniche, con il contrasto tra il rosso vivo delle strutture e il cielo della notte. È un ottimo modo per concludere la giornata ad Asakusa, immergendosi un’ultima volta nella sua spiritualità senza tempo. Con i suoi 634 metri di altezza, il Tokyo Skytree è la torre più alta del Giappone e – dal completamento nel 2012 – la più alta torre del mondo. Si erge sulla riva est del Sumida, nel quartiere di Oshiage (adiacente ad Asakusa), fungendo da faro futuristico nel cielo di Tokyo. La scelta dell’altezza non è casuale: 634 può essere letto in giapponese “mu-sa-shi”, omaggio al vecchio nome della regione di Tokyo (Musashi).. Questa curiosità numerologica rende la torre facile da ricordare e lega simbolicamente l’ultramoderno grattacielo alle radici storiche del territorio.


Storia, simbolismo e architettura

Il Tokyo Skytree è stato costruito tra il 2008 e il 2012 principalmente per assolvere a una funzione di torre di telecomunicazioni: serviva infatti un’antenna più alta del vecchio Tokyo Tower (333 m) per trasmettere segnali digitali senza interferenze degli alti grattacieli circostanti. Ma fin da subito è stato concepito anche come una nuova attrazione e simbolo cittadino, un ponte tra tradizione e innovazione. In fase di progettazione (affidata allo studio giapponese Nikken Sekkei), gli architetti hanno dichiarato di essersi ispirati ai principi estetici e costruttivi tradizionali: la struttura esterna del Skytree richiama l’elegante curvatura di una spada giapponese e le forme slanciate delle pagode antiche. Non a caso, per garantire stabilità, è stata adottata un’ingegnosa soluzione antisismica ripresa proprio dalle pagode: al centro della torre vi è un nucleo di cemento armato separato dalla struttura portante esterna, che funziona come uno shinbashira (il pilastro centrale delle pagode) in grado di oscillare in controfase durante i terremoti.Questo sistema, unito a smorzatori oleodinamici moderni, riduce fino al 50% le oscillazioni sismiche.


In pratica, il Skytree è un capolavoro di ingegneria che coniuga tecnologia d’avanguardia e saggezza costruttiva antica, motivo per cui è considerato un simbolo della resilienza e innovazione giapponese.

La torre è stata inaugurata al pubblico il 22 maggio 2012, diventando subito un’icona dello skyline di Tokyo e un richiamo turistico di primo piano. Dal punto di vista architettonico, presenta una silhouette “neofuturista” slanciata e minimalista. La sezione della base è triangolare (per meglio resistere al vento), ma man mano che sale diventa circolare, creando un effetto ottico di grande eleganza. Di notte, il sistema di illuminazione LED la fa brillare con diversi colori tematici (azzurro iki, viola miyabi, ecc.), aggiungendo un elemento di fascino al panorama notturno cittadino. Il Tokyo Skytree non è solo un’antenna: è il fulcro di un intero complesso chiamato Tokyo Skytree Town, con un grande centro commerciale (Solamachi), ristoranti, acquario e planetario. concepito per rivitalizzare l’area di Sumida. In breve tempo la torre è diventata un simbolo di Tokyo al pari dei monumenti storici, rappresentando la fusione tra il passato (l’idea della “torre albero” che collega cielo e terra, come suggerisce il nome) e il futuro tecnologico del Giappone.

La visita: piattaforme panoramiche e attrazioni

Visitare il Tokyo Skytree è un’esperienza emozionante, soprattutto in una giornata limpida. La torre dispone di due piattaforme panoramiche:

  • Il Tembo Deck, una terrazza osservatorio a 350 metri di altezza, distribuita su tre livelli (dal 340º al 350º piano). Già da qui la vista è spettacolare a 360 gradi: nelle giornate serene si riesce a scorgere nitidamente il Monte Fuji all’orizzonte, soprattutto al mattino presto o al tramonto. All’interno del Tembo Deck troverete ampie vetrate inclinate, comode panchine per sedersi ad ammirare il panorama, uno Sky Café per prendere un drink/snack con vista, e un negozio di souvenir con gadget esclusivi del Skytree. Sul pavimento 340 c’è anche una sezione con pavimento in vetro: camminarci sopra (con 350 metri di vuoto sotto i piedi!) vi darà un brivido indimenticabile.

  • Il Tembo Galleria, ulteriore osservatorio situato a circa 450 metri di altezza, il quale si raggiunge con un ascensore speciale dal Tembo Deck (supplemento sul biglietto base). La Tembo Galleria è soprannominata “sky walk” perché consiste in un corridoio tubolare con vetrate che avvolge la torre salendo a spirale. Percorrerlo dà l’impressione di “camminare nel cielo” sopra Tokyo. Il punto più alto accessibile ai visitatori è la piattaforma finale a 451,2 m, da cui potrete dire di aver calpestato il suolo (anzi, il cielo!) del luogo panoramico più elevato del Giappone. Da lassù, la curvatura terrestre è quasi percepibile e la città si stende sterminata ai vostri piedi.

Entrambi i livelli offrono pannelli informativi bilingue e touch-screen interattivi per riconoscere gli edifici all’orizzonte: potrete individuare facilmente i grattacieli di Shinjuku, la Tokyo Tower, la cupola del Domo di Tokyo, e con un po’ di fortuna persino le montagne di Nikko in lontananza. Se amate la fotografia, portate una buona camera perché le opportunità sono eccezionali (ricordate solo che l’uso del treppiede non è consentito).

Oltre agli osservatori, nel Tokyo Skytree Town alla base, ci sono altre attrazioni: il Sumida Aquarium, un acquario urbano molto ben curato, ideale se vi avanzasse tempo o in caso di meteo avverso; il planetario Konica Minolta Tenku per spettacoli sulle stelle; e ovviamente lo shopping center Solamachi, con oltre 300 negozi e ristoranti. Qui potete trovare souvenir particolari, fra cui un Pokémon Center, negozi di artigianato giapponese, dolci tradizionali e persino un piccolo museo delle figurine alimentari (in perfetto stile Kappabashi!). Una sosta golosa consigliata è la Tokyo Skytree Chocolateria della famosa pasticceria Sol Levante, o uno dei ristorantini con vista sulla Sky Arena (la piazza sottostante la torre). Durante l’anno, il Skytree organizza anche eventi a tema e illumination speciali (per Natale, Halloween, ecc.), quindi vale la pena controllare se proprio stasera ci sia qualche show di luci particolare.



CONSIGLI UTILI SULLA VISITA AUTONOMA DELLO SKYTREE

Come arrivare Dal vostro hotel ad Asakusa potete raggiungere il Skytree in 15-20 minuti. A piedi, attraversando il fiume via Azuma-bashi, la torre è ben visibile e il percorso è semplice. In alternativa, dalla stazione Asakusa (linea Tobu Skytree Line) parte un trenino diretto che in una fermata vi deposita a Tokyo Skytree Station, proprio sotto la torre.

  • Biglietti: È consigliabile acquistare il biglietto d’ingresso in anticipo o online per evitare le code, specie nei weekend. Il biglietto base dà accesso al Tembo Deck (350 m). Se volete salire anche al Tembo Galleria (450 m), potete acquistare un ticket combo oppure integrare sul posto (c’è una biglietteria dedicata al piano 350). I prezzi indicativi: circa 2100¥ per Tembo Deck, +1000¥ per il Galleria (variano leggermente a seconda di orario e se prenotato anticipatamente, spesso ci sono piccoli sconti prenotando almeno un giorno prima.

  • Orari: Il Tokyo Skytree apre generalmente alle 10:00 e chiude alle 21:00 (ultimo ingresso 20:00). In alcuni periodi festivi l’orario si estende fino alle 22:00. Per godere di un’esperienza ottimale, due momenti consigliati della giornata sono poco prima del tramonto (così vedrete la città sia con la luce del giorno, sia illuminarsi di notte) oppure al mattino presto (quando c’è meno folla e l’aria più limpida permette di avvistare meglio il Monte Fuji). Tardo pomeriggio e sera offrono comunque cieli più tersi rispetto alle ore centrali (quando spesso c’è foschia). Se oggi preferite restare ad Asakusa, potreste pianificare la salita allo Skytree domani mattina presto, prima di eventuali altre escursioni, per evitare code.

  • Ingressi e sicurezza: All’ingresso vi saranno controllati borse/zaini per sicurezza. Sono ammessi selfie-stick (ma da usare con prudenza, evitando di dar fastidio ad altri). Come detto, niente cavalletti fotografici. I bagni sono presenti sia alla base sia al Tembo Deck. Ci sono armadietti a moneta al piano terra se volete lasciare oggetti ingombranti. Per famiglie: i bambini sono i benvenuti, sotto i 3 anni entrano gratis, e il pavimento in vetro li entusiasmerà; il luogo è accessibile in sedia a rotelle e dispone di ascensori dedicati. 

  • Evitare le folle: se possibile evitate i fine settimana o le ore di punta (14:00-16:00), perché potrebbero esserci tempi d’attesa per gli ascensori di anche 30-60 minuti. Oltre al biglietto standard esiste un Fast Ticket (più costoso, venduto solo agli stranieri e solo on-site) che permette accesso rapido saltando la fila: valutate però che in giorni feriali di solito non serve.

  • Ascensori tematici: una chicca – i 4 ascensori del Skytree sono decorati ciascuno con un tema legato alle quattro stagioni giapponesi. La salita fino a 350 m dura circa 50 secondi, con illuminazione interna cangiante; le orecchie si stapperanno un po’ per la pressione, ma è parte del divertimento. In cima, cercate di individuare Asakusa: riconoscerete facilmente il tetto del Senso-ji e la geometria del quartiere che avete girato durante il giorno, la prospettiva dall’alto vi farà apprezzare ancora di più il reticolo urbano e la vicinanza tra storia e modernità.

Il Tokyo Skytree è un’esperienza altamente consigliata se amate le viste panoramiche mozzafiato e volete aggiungere un capitolo ultra-moderno al vostro viaggio dopo tanti templi e giardini. Dalla sua sommità capirete l’immensità di Tokyo e vi porterete a casa foto e ricordi unici. Se invece preferite non inserire la visita oggi, nessun problema: Asakusa offre abbastanza meraviglie a terra. Ma sapere che questa “torre verso il cielo” è nata anche con un omaggio al vecchio nome Musashi e con tecniche delle antiche pagode vi farà guardare con occhi diversi quella struttura avveniristica che svetta dietro le pagode di Senso-ji.

ESPERIENZA DI SAKÈ AD ASAKUSA Dopo aver esplorato templi e strade, la serata libera può essere l’occasione per scoprire un aspetto importante della cultura giapponese: il sakè. In zona c’è un’esperienza speciale chiamata WASAKE Sake Experience, perfetta per concludere la giornata in modo conviviale e culturale (vedi approfondimento sotto). Se siete appassionati o curiosi, potrete degustare diversi tipi di sakè artigianali provenienti da tutto il Giappone, guidati da esperti che spiegano segreti e tradizioni di questa antica bevanda. L’esperienza WASAKE si trova proprio ad Asakusa, a pochi minuti a piedi dal vostro hotel, ed è aperta fino alle 22:00. quindi potrete comodamente recarvici dopo cena. Sorseggiare sakè pregiati in un contesto rilassato, imparando le differenze tra un Junmai Daiginjo e un Nigori (sakè non filtrato), sarà un ricordo memorabile del vostro viaggio. In alternativa, potete scegliere un ristorantino nelle vicinanze e brindare con una birra o un highball giapponese, ma noi vi consigliamo di provare almeno un assaggio di sakè locale per salutare degnamente Asakusa.

Di seguito trovate gli approfondimenti sui luoghi e le esperienze menzionati oggi (WASAKE, Tokyo Skytree, Kappabashi), con dettagli storici, culturali e pratici. Inoltre, abbiamo raccolto altri suggerimenti per esplorazioni autonome ad Asakusa, qualora abbiate ancora tempo o voglia di aggiungere tappe extra al vostro itinerario nel quartiere.

WASAKE - Sake Experience (浅草)

Indirizzo: THE ASAKUSA RESIDENCE 101, 1-11-1 Asakusa

Raggiungibile 3 minuti a piedi dal nostro hotel o dalla stazione di Asakusa (Tsukuba Express)


WASAKE è una tappa imperdibile per gli amanti del sakè (o per chi vuole avvicinarsi a questa bevanda in modo autentico) e rappresenta una novità assoluta nel panorama di Asakusa. Inaugurato a novembre 2024 con il concept “Sake x Inbound x Experience”. 

WASAKE è un piccolissimo locale che si propone come hub culturale dove scoprire il mondo del sakè unendo tradizione e modernità. Il nome unisce Wa (和), termine che in giapponese significa “armonia” e simboleggia l’essenza dello spirito giapponese, e la parola “sake”. Già nel 604 d.C. il Principe Shōtoku esaltava l’importanza dell’armonia (wa) nella prima costituzione giapponese, e proprio su questo concetto si basa la filosofia di WASAKE.

Il sakè, infatti, è molto più di una bevanda alcolica: è un elemento chiave della cultura nipponica sin da tempi antichi. Basti pensare che secondo i miti shinto la dea del sole Amaterasu donò il riso all’umanità e che il dio Susanoo sconfisse un drago facendolo ubriacare col sakè.Ancora oggi il sakè è presente in riti religiosi (offerto nei santuari come omiki) e nei matrimoni tradizionali, dove gli sposi ne bevono per sancire l’unione davanti agli dei. 

WASAKE nasce quindi con l’intento di condividere questa ricca cultura del sakè e lo spirito di “Wa” (armonia) con i visitatori di tutto il mondo, in un ambiente moderno e accogliente.

Dal punto di vista pratico, l’esperienza offerta da WASAKE è molto flessibile e adatta anche ai neofiti. La sede si trova in una piccola galleria ad Asakusa (

 Gli interni, seppur collocati in uno spazio molto ridotto, sono studiati per essere un luogo di apprendimento informale: troverete sia un bancone con staff specializzato sia innovative macchine automatiche a monete per il tasting self-service.  Il locale offre una selezione di 50 etichette di sakè provenienti da tutte le regioni del Giappone  La gamma è davvero ampia: si va da marchi tradizionali e famosi – come il pregiato Dassai, considerato uno dei migliori Junmai Daiginjo – a varietà rare e particolari come sakè frizzanti (sparkling) o invecchiati, difficili da trovare altrove. 

La qualità della selezione è un punto d’orgoglio: l’obiettivo è mettere in risalto sia i grandi produttori sia i micro-birrifici artigianali del Giappone, in modo che possiate scoprire sapori nuovi ed eleganti.

L’esperienza base consiste in una degustazione libera: all’ingresso potete acquistare un pacchetto di assaggi (solitamente tramite gettoni o tessera ricaricabile). Con questi, vi avvicinate alle macchine automatiche e potete spillare autonomamente piccoli assaggi dei sakè che vi incuriosiscono di più. Ogni sakè ha descrizioni in inglese e indicazioni di aroma e gradazione, ma niente paura: lo staff è estremamente disponibile e multilingue (parlano inglese e cinese). 

Gli esperti di WASAKE – alcuni sono sake sommelier certificati a livello internazionale – saranno felici di consigliarvi in base ai vostri gusti, spiegandovi ad esempio la differenza tra un Junmai (sakè puro riso) e un Ginjo (sakè da riso levigato fine), o cosa distingue un nama (non pastorizzato) da un koshu (invecchiato). Potete così costruire il vostro percorso di degustazione personalizzato e trovare il sakè che fa per voi. In genere un assaggio standard è di 30-50 ml, il che consente di provarne molti senza esagerare. Scoprirete note inaspettate: sakè secchi e puliti, altri fruttati e profumati, alcuni con effervescenza o dal gusto umami marcato. È un viaggio sensoriale affascinante, soprattutto sapendo che per secoli il sakè è stato affinato come forma d’arte.

Oltre alla degustazione libera, WASAKE propone anche esperienze guidate. In certi orari (o su prenotazione) si può partecipare a un “Sake Tasting Tour” con guida in inglese, durante il quale in 1-2 ore si degustano da 5 a 15 tipi di sakè con spiegazioni approfondite. In alternativa c’è il mini-corso “Discover Sake”, dove un sommelier vi insegna le basi: storia, processo di produzione, tipologie, e infine degustazione comparativa di vari sakè. Questo secondo percorso dura un po’ di più (fino a 2 ore e mezza) perché include una parte formativa iniziale. Entrambe le opzioni sono ottime se volete approfondire la cultura del sakè in modo strutturato. Per gruppi e aziende hanno perfino opzioni speciali (come il rituale del Kagami-biraki, l’apertura di una botte di sakè con un martelletto di legno, per brindisi di buon auspicio). ma per i visitatori individuali le esperienze standard sono più che sufficienti a divertirsi e imparare.

Una volta trovato un sakè di vostro gradimento, potete anche acquistare bottiglie direttamente in loco: WASAKE infatti funge anche da boutique del sakè. Tutte le etichette assaggiate sono disponibili per la vendita (molte in formati piccoli da 300 ml, comodi da portare in viaggio). C’è persino la possibilità di personalizzare souvenir unici: ad esempio farvi preparare una bottiglia con un’etichetta ricordo della vostra visita (magari con una vostra foto scattata ad Asakusa stampata sopra). Naturalmente, per i turisti stranieri offrono anche servizio tax-free sulle bottiglie acquistate. Infine, trovate in vendita accessori a tema: bicchierini in ceramica o vetro artistico, masu in legno (le scatoline tradizionali per bere il sakè), e altri gadget legati al mondo di questa bevanda. Molti di questi oggetti possono essere incisi o personalizzati sul momento, perfetti come regalo.


Informazioni pratiche per organizzare la vostra degustazione

WASAKE Sake Experience è aperto tutti i giorni dalle 13:00 alle 22:00 (ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura). Non ha giorni di chiusura settimanale, quindi potete inserirlo facilmente nel vostro itinerario. Il locale, pur essendo un punto di degustazione, è pensato come un piccolo spazio culturale quindi l’ambiente è tranquillo, niente musica ad alto volume – vi sentirete quasi in un piccolo museo del sakè dove poter chiacchierare con lo staff.

Non serve un abbigliamento particolare (casual va benissimo) e non occorre prenotazione per l’ingresso base: potete presentarvi e partecipare anche all’ultimo momento. Se invece siete interessati a un tour guidato o speciale, consigliamo di prenotare in anticipo perché i posti possono essere limitati. Il costo dipende da quanti assaggi fate o dal tipo di esperienza scelta, ma in generale i prezzi sono onesti considerando la qualità offerta (es.: un tasting da 5 sakè potrebbe costare intorno ai ¥2000-3000).

In sintesi, WASAKE offre un’esperienza immersiva nel mondo del sakè, unendo degustazione, cultura e divertimento. Potrete tornare in hotel con qualche nozione in più sul perché il sakè è chiamato “nihonshu” in Giappone e magari con la bottiglia del vostro preferito nello zaino. Kanpai! Kappabashi: la “via dei cuochi” di Asakusa

A pochi isolati da Senso-ji (una decina di minuti a piedi verso ovest) si trova Kappabashi-dōri (o semplicemente Kappabashi), una lunga strada commerciale famosa in tutto il Giappone come “Kitchen Town”, la città degli utensili da cucina. Immaginate circa 160 negozi specializzati in forniture per ristoranti e appassionati di cucina, uno dopo l’altro lungo 800 metri.

Kappabashi è il posto dove gli chef professionisti di Tokyo (e non solo) vengono da decenni a comprare coltelli affilati, pentole e accessori introvabili altrove – ma è anche una meta turistica curiosa, perché passeggiare qui è come entrare in un paradiso per casalinghi e cuochi, un bazar infinito di articoli da cucina.

La via esiste da oltre un secolo: ha iniziato a svilupparsi agli inizi del ‘900 come mercato all’ingrosso di utensili e forniture per i negozianti locali, e col tempo è diventata il punto di riferimento per tutto ciò che serve ad apparecchiare e gestire un ristorante.

Cosa si trova a Kappabashi? Praticamente di tutto! I negozi – spesso a conduzione familiare da generazioni – sono altamente specializzati. Troverete botteghe dedicate solo a coltelli giapponesi fatti a mano (ce ne sono varie, come Kamata o Tsubaya, dove i forgiatori incideranno anche il vostro nome sulla lama in kanji se acquistate un coltello, ottimo souvenir). Ci sono negozi di ceramiche e porcellane con servizi di piatti, ciotole per ramen, tazze da tè e splendidi set per sushi; altri vendono pentole, casseruole, padelle wok di tutte le dimensioni, compresi giganteschi strumenti per le cucine professionali. Non mancano le rivendite di attrezzature da bar e pasticceria: stampi per dolci, sac à poche, coltelli da sommelier, shaker e bicchieri da cocktail. Un negozio particolarmente amato dagli stranieri è quello di sampuru, i cibi finti in plastica: quei realistici modelli di piatti (dalla ciotola di ramen al sushi set) che vedete esposti fuori da molti ristoranti giapponesi. A Kappabashi si possono acquistare riproduzioni realistiche di cibo – magneti a forma di sushi, portachiavi tempura, fino a scenografici modelli di interi piatti – e persino provare a crearne uno in laboratorio. Infatti alcuni negozi organizzano workshop brevi per imparare a fare, ad esempio, un tempura finto o dei gustosi ramen di cera (un’attività divertente se avete tempo extra).  

Un altro must è il negozio di lanterne e insegne tradizionali: qui potrete comprare le lanterne di carta rossa (chōchin) come quelle dei ristorantini, oppure i noren, i tendaggi in stoffa con ideogrammi che adornano l’ingresso delle trattorie giapponesi. Ci sono anche rivenditori di mobili e arredamento per locali (sedie, tavoli, insegne al neon), negozi specializzati in contenitori di lacca, bacchette e appoggia-bacchette decorati.e persino uno store dedicato solo alle tazze da caffè con balconcini a forma di tazzina (guardate in alto per scorgere sui palazzi dettagli eccentrici come tazzone giganti e forchettoni appesi!.

Camminare lungo Kappabashi è un’esperienza anche visiva: oltre alla celebre testa di Chef gigante (soprannominato “Chef Kappabashi” o Niimi Chef, posizionata sopra il negozio Niimi attrezzature per segnalare l’ingresso sud), noterete che molti edifici espongono insegne a forma di utensile gigante – c’è un coltellone affilato scolpito su una facciata, un’enorme tazza di caffè con piattino che fa da balcone, e perfino un’immagine sorridente del folletto kappa qua e là. Da dove viene il nome Kappabashi? Il termine kappa in giapponese ha un doppio significato: scritto in un modo (合羽) indica la mantella impermeabile. Si dice infatti che un ricco mercante chiamato Kihachi Kappaya aiutò finanziariamente a costruire un ponte e dei canali nella zona, e per gratitudine i residenti chiamarono il ponte “Kappa-bashi” perché quei lavori risolsero i frequenti allagamenti (e si vedevano spesso in giro tanti impermeabili ad asciugare). Però kappa (河童) significa anche creatura leggendaria dei fiumi, una sorta di folletto acquatico verde amante dei cetrioli. Questa omofonia ha divertito i negozianti, che hanno adottato il simpatico kappa come mascotte ufficiale del quartiere. Per questo troverete statue e disegnini di kappa un po’ ovunque (c’è una nota statua del kappa d’oro verso il centro della via. e un piccolo tempietto dedicato ai kappa nelle vicinanze). I commercianti di Kappabashi scrivono spesso il nome del distretto in hiragana “かっぱ橋” proprio per richiamare il mostriciattolo sorridente. Questa è una bella curiosità culturale: un quartiere ultra-specialistico reso “pop” da un personaggio del folklore.


Consigli per la visita a Kappabashi:

  • Orari: I negozi generalmente aprono dalle 10:00 alle 17:00, dal lunedì al sabato. Di domenica molti esercizi sono chiusi (è tradizionalmente il giorno di riposo, essendo nati per servire i ristoratori che lavoravano gli altri giorni). Quindi, se oggi è lunedì, siete fortunati: troverete praticamente tutto aperto.

  • Navigare la via: La strada è lunga e organizzata per settori. Conviene magari farsi un’idea di cosa vi interessa di più: ad esempio, se puntate ai coltelli, focalizzatevi sui primi isolati lato nord dove ce ne sono diversi raggruppati. Se volete i finti cibi, cercate l’insegna “食品サンプル” (shokuhin sample) o il nome inglese “Sample”, c’è un negozio principale verso metà via (all’incrocio con Asakusa-dōri). Ma il bello è anche entrare a curiosare ovunque, anche nei negozi che all’apparenza vendono cose bizzarre (tipo uno specializzato in insegne luminose o in menu plastificati per ristoranti!).

  • Acquisti e souvenir: Se cucinate, qui potete trovare coltelli giapponesi di alta qualità a prezzi ottimi rispetto all’estero – un Santoku (coltello multiuso) artigianale può costare sui ¥8000-10000, affilato a mano. Anche un set di ciotoline laccate o bacchette in confezione regalo sono souvenir carini ed economici. I modelli di cibo sono super realistici ma un po’ costosi (una finta fetta di torta può costare ¥1000, i modelli grandi anche ¥10000!). Tuttavia, portarsi a casa una calamita a forma di tempura o sushi per pochi euro è un ricordo simpatico di Kappabashi. Ricordate che molti negozi, essendo di tradizione, accettano solo pagamenti in contanti – portate con voi yen a sufficienza. Se comprate oggetti pesanti o voluminosi (es. pentole di ghisa, servizi di piatti), sappiate che diversi negozi offrono servizio di spedizione internazionale: chiedete “International shipping?” e vi assisteranno (spesso conviene se non volete appesantire le valigie).

  • Curiosità: Non dimenticate di fotografare l’enorme Chef all’inizio della via (angolo con Kaminarimon-dōri) e magari fate uno stop al Kappa-dera (il tempio dei kappa, vero nome Sōgenji) che si trova poco distante: lì secondo la leggenda sarebbe custodita persino una mummia di mano di kappa! I negozianti ogni anno organizzano un “Kappabashi Matsuri” (festa del quartiere) in ottobre, con sconti e parate in cui appare un enorme pupazzo di kappa – sebbene voi non siate qui in quel periodo, è bello sapere quanto tengono all’identità unica della zona.


Visitare Kappabashi vi farà vedere un volto diverso di Tokyo: niente santuari o manga, bensì la quotidianità del cibo. Vi troverete fianco a fianco con chef in divisa che scelgono coltelli, nonnine che comprano nuove stoviglie per il loro ristorantino e turisti curiosi come voi con gli occhi sgranati davanti a vetrine colme di teglie e utensili strani di cui ignoravate l’esistenza. È un posto che trasuda sia pragmatismo (gli strumenti da lavoro) sia un pizzico di magia (i cibi finti, i folletti kappa): rappresenta perfettamente la passione giapponese per la cucina e l’attenzione al dettaglio. Anche se non comprerete nulla, passeggiare qui vale la pena per l’atmosfera unica e le fotografie insolite che potrete scattare.



Altre attività e angoli nascosti ad Asakusa

Se disponete di altro tempo ad Asakusa o volete arricchire ulteriormente la vostra visita con esperienze meno turistiche, ecco alcuni suggerimenti per esplorazioni autonome nel quartiere, alla scoperta di piccoli templi, viuzze storiche e cultura artigianale:

  • Imado Jinja (Santuario dei gatti portafortuna)

Situato a circa 15-20 minuti a piedi a nord-est di Senso-ji, questo minuscolo santuario è un vero gioiello per gli amanti dei gatti e delle leggende. L’Imado Jinja è noto come il “tempio del Maneki-neko”, poiché secondo la tradizione qui ebbe origine la celebre statuetta del gatto che invita con la zampa

La leggenda locale narra di un’anziana signora che, troppo povera per sfamare il suo gatto, fu ispirata in sogno dall’animale stesso a creare statuette in ceramica raffiguranti un gatto con la zampa alzata: vendendole riuscì a fare fortuna. Ancora oggi Imado Jinja espone decine di gatti portafortuna, incluse due grandi statue di felini sorridenti che vi accolgono all’ingresso. Inoltre il santuario è dedicato agli dei Izanagi e Izanami, la coppia di sposi divini del mito giapponese, e per questo è considerato un potente luogo per propiziare incontri amorosi e matrimoni felici. Non a caso, molte immagini di gatti qui sono in coppia (maschio e femmina) e le tavolette votive ema sono piene di messaggi di cuori innamorati e auspici di trovare l’anima gemella. Imado Jinja è fuori dai circuiti più battuti, perciò lo troverete tranquillo e autentico; l’ingresso è libero e se volete potete acquistare un omamori (amuletto) a forma di gattino come ricordo beneaugurante.


  • Asakusa Culture Tourist Information Center (Osservatorio gratuito)

Di fronte al Kaminarimon (dall’altro lato della strada principale) sorge un edificio moderno in legno e vetro progettato dall’architetto Kengo Kuma: è il Centro Turistico Culturale di Asakusa. Oltre a fornire mappe e informazioni, questo centro nasconde al suo 8º piano una terrazza panoramica ad accesso libero. Salite con l’ascensore: dall’osservatorio coperto potrete godere di una vista eccellente sul Senso-ji e su Nakamise dall’alto, con la folla brulicante in miniatura, e verso ovest avrete un colpo d’occhio diretto sul fiume Sumida, il Tokyo Skytree e la Asahi Flame. È un punto panoramico gratuito ideale per scattare foto panoramiche senza spendere nulla – molti turisti non ne sono a conoscenza. Al medesimo piano c’è anche un caffè dove potersi sedere un attimo (consumazione facoltativa). Un suggerimento: saliteci verso il tramonto per fare foto con la luce dorata su Senso-ji oppure di sera, quando il tempio è illuminato e potete ammirarlo da una prospettiva privilegiata.


  • Taikokan – Museo dei Tamburi (Drum Museum)

Un luogo curioso e poco pubblicizzato: al secondo piano del negozio Miyamoto Unosuke Shoten (produttore di tamburi taiko dal 1861), c’è un piccolo museo interattivo dei tamburi. Si trova in Via Kokusai-dōri, a 5 minuti da Senso-ji. All’interno sono esposti tamburi provenienti da tutto il mondo e, cosa divertente, molti si possono suonare liberamente! Potrete percuotere enormi taiko giapponesi, bongo africani, tamburi a cornice irlandesi e tanti altri, in un tripudio di suoni. È un’esperienza divertente per adulti e bambini. L’ingresso costa pochi yen (circa ¥500) ed è aperto mercoledì–domenica, 10:00-17:00 (attenzione: lunedì e martedì chiuso). Se capitate nei giorni giusti, vale la pena provare qualche rullata di tamburo in questo singolare museo!



  • Asakusa Kagurazaka e stradine retro

Dietro al tempio, nella zona chiamata Hoppy Street / Kagurazaka, potete esplorare stradine che un tempo ospitavano le case di geisha e le osterie tipiche. Ci sono ancora alcuni ryotei (ristoranti tradizionali) e bar retrò con insegne al neon sbiadite che vi faranno fare un salto negli anni ’60. Uno dei vicoli più caratteristici è pieno di piccole lanterne e spesso di sera si sente il suono del shamisen provenire da qualche esibizione dal vivo. Passeggiare qui, soprattutto dopo cena, vi regalerà l’atmosfera della Tokyo di un tempo, lontano dalle luci moderne di Shinjuku.

  • Edo Taito Traditional Crafts Center

Se vi interessano le arti tradizionali, fate un salto in questo centro espositivo (gratuito) dedicato all’artigianato della zona di Taito. Si trova a breve distanza da Senso-ji (verso ovest, vicino alla sede municipale di Taito). All’interno troverete una mostra di circa 50 tipi di artigianato locale – dai tessuti ai ventagli, dalle bambole di Edo ai manufatti in ottone – con circa 250 oggetti esposti. È possibile vedere gli artigiani al lavoro in alcuni giorni e acquistare pezzi originali. Il centro è piccolo ma ben curato, e offre un’ottima panoramica sulle tradizioni manuali dell’“Edo shitamachi”. Se siete fortunati potreste assistere a una dimostrazione di intaglio di bambole o di decorazione di kimono. Controllate gli orari di apertura aggiornati (in genere 10:00-18:00, chiuso il lunedì).


  • Sanja-sama e Senso-ji by Night 

Se dopo cena avete ancora energie, ripercorrete il viale verso il tempio per godervi Senso-ji di notte in tranquillità. Come menzionato, l’area viene illuminata fino alle 23 circa. Potreste essere quasi soli sotto il grande portale Hōzōmon, un’esperienza suggestiva e molto fotografabile. Ascoltate il silenzio del cortile del tempio, un contrasto netto col brulichio diurno.


Queste attività extra vi permetteranno di immergervi ancor di più nello spirito locale di Asakusa, un quartiere che non smette di svelare curiosità ad ogni angolo. Che decidiate di seguire tutte queste tracce oppure di rilassarvi semplicemente assaporando l’aria antica delle sue strade, la giornata ad Asakusa vi avrà mostrato un volto di Tokyo intramontabile, fatto di tradizioni viventi, devozione, artigianato e un pizzico di magia popolare.

Fonti: oltre alla nostra esperienza

  • Sito ufficiale WASAKE Sake Experience 

  • Blog ufficiale Hotel Tavinos 

  • Sito ufficiale Tokyo Skytree 

  • Wikipedia 

  • Nippon.com 

  • Guida turistica ufficiale di Tokyo (GO TOKYO) 

  • Travel with Amnet (blog di viaggi) 

  • Savor Japan (guida ristoranti) 

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