Giorno 3 | Tokyo > Nikkō
- IoViaggioResponsabile

- 3 giorni fa
- Tempo di lettura: 7 min

PROGRAMMA DI VIAGGIO
Sua Maestà Nikko, la casa di Tokugawa Ieyasu | Treno veloce e bus locale per 2 ore - 130 km. Colazione in hotel e partenza Nikkō celeberrima destinazione storico-religiosa - Patrimonio Unesco - situata a nord di Tokyo, nelle prefettura di Tochigi, nota sia per il suo straordinario patrimonio culturale fatto di grandiosi templi e santuari che per l'incantevole contesto naturale, ricco di foreste, laghi e cascate, grazie ai quali Nikkō è diventata nel corso dei secoli un centro spirituale e politico di primaria importanza nella storia del Giappone. Nikkō fu, Fin dall’VIII secolo, luogo sacro e di sepoltura imperiale e shogunale e grazie alle iniziative del monaco buddhista Shōdō Shōnin (che esplorò la regione e vi fondò luoghi di culto), l’area divenne un punto di riferimento spirituale. Nel periodo Edo (1603-1868), Nikkō raggiunse l’apice della sua rilevanza con la costruzione del Tōshō-gū, il sontuoso santuario dedicato a Tokugawa Ieyasu, fondatore dello shogunato Tokugawa. Questa struttura, insieme agli altri complessi religiosi, trasformò l’area in un centro prestigioso, frequentato da daimyo e samurai e simbolo del potere politico, militare e religioso dell’epoca. La nostra visita si protrarrà sino a dopo pranzo e, sulla via del ritorno verso la Stazione di Nikko, con un po' di fortuna potremo fermarci per assaporare alcune specialità di street food approfittando di alcuni banchi gastronomici quasi sempre presenti. Il rientro a Tokyo è previsto, con Sinkansen, nel pomeriggio. Sera e cena libere, con la consueta possibilità di concordare insieme al nostro coordinatore la visita ad uno dei tanti locali tradizionali del quartiere di Asakausa.
APPROFONDIMENTI
Fin dall’VIII secolo, Nikkō, luogo sacro che unisce sincreticamente shintō e buddhismo, fu esplorata e consacrata dal monaco buddhista Shōdō Shōnin, che vi fondò il tempio Rinnō-ji e il santuario Futarasan lungo le pendici di montagne allora selvagge. Da quel momento, la regione divenne un polo di pellegrinaggio e di meditazione, grazie alle sue foreste di cedri secolari, ai laghi – come il bianco Lago Chūzenji – e alle cascate, su tutte la spettacolare Kegon no Taki. Nel periodo Edo (1603–1868), Nikkō vide un afflusso di daimyō (signori feudali) e samurai in processione lungo la Nikkō Kaidō, desiderosi di rendere omaggio al fondatore dello shogunato Tokugawa e di partecipare ai rituali sincretici che univano Buddhismo e Shintō.
L’incantevole paesaggio naturale, fatto di cedri millenari, il Lago Chūzenji e la cascata Kegon, completa il quadro di una destinazione dove storia, mito e natura si fondono in una straordinaria esperienza multisensoriale. I festival primaverili e autunnali, come il Reitaisei di maggio, rievocano i riti di devozione degli shōgun e dei pellegrini, rendendo Nikkō un crocevia vivo di tradizioni antiche ancora praticate.
Nel 1999 l’UNESCO ha riconosciuto l’insieme di Shrines and Temples of Nikkō come Patrimonio Mondiale, includendo 42 strutture – cinque delle quali designate National Treasures – come testimonianza di un’arte sacra straordinaria e della continuità di pratiche religiose millenarie.
ORIGINI SPIRITUALI E SHŌDŌ SHŌNIN
Il monaco Shōdō Shōnin (735–817), di scuola Tendai, intraprese ripetute ascensioni sul Monte Nantai per celebrare rituali di purificazione e fondò nel 766 il tempio originario Shihonryū-ji, oggi noto come Rinno-ji, primo nucleo del complesso sacro di Nikkō.
Le leggende narrano che Shōnin salvò i suoi discepoli dalle impetuose acque del fiume Daiya grazie all’intervento di divinità serpente, dando vita al mito del Ponte Sacro Shinkyo, che ricompare ogni epoca come simbolo di protezione divina.
Grazie al fervore sia shintoista che buddhista del monaco, Nikkō divenne un punto di congiunzione fra culti ancestrali: le divinità dei monti Nantai, Nyohō e Tarō furono venerate insieme alla figura compassionevole di Kannon, creando un sincretismo religioso che perdurò fino alla separazione forzata del 1868.
Il pellegrinaggio a Nikkō, costellato di sentieri tra foreste di Cryptomeria japonica secolari, divenne meta di imperatori, samurai e fedeli comuni, attratti dalla promessa di purificazione spirituale e dalla maestosità del paesaggio naturale.
IL COMPLESSO UNESCO “SHRINES AND TEMPLES OF NIKKŌ” Santuario Tōshō-gū
Eretto fra il 1617 e il 1636 sotto il patronato di Tokugawa Iemitsu per onorare il sovrano divinizzato Tokugawa Ieyasu, il Tōshō-gū è un capolavoro architettonico dello stile Gongen-zukuri. La celeberrima Yōmeimon (Porta del Tramonto) ospita 508 bassorilievi, fra cui il Nemuri-neko e i Tre Scimmie Saggi, simboli di pace, saggezza e riserbo, che richiamano la visione di Ieyasu per un Giappone pacificato dopo secoli di conflitti. I lanternoni in pietra lungo il viale, donati da daimyō da tutto il paese, creano un percorso solenne che si perde fra alberi centenari, sottolineando il concetto di pax Tokugawa che questo santuario celebrava.
Tempio Rinno-ji
Fondato originariamente come Shihonryū-ji da Shōdō Shōnin, Rinno-ji fu ampliato nel XVII secolo da Tokugawa Iemitsu, che vi dedicò il Taiyū-in, mausoleo in marmo per sé e sua madre. La Sanbutsudō custodisce tre imponenti statue dorate (Amida, Senju-Kannon e Bato-Kannon), metafora del corpo, parola e mente del Buddha, erette per riflettere la sacralità delle montagne sacre di Nikkō. Il complesso conserva inoltre la Pagoda a tre piani e padiglioni di meditazione, immersi in un giardino dove aceri e rododendri punteggiano i sentieri di fiori nei mesi primaverili.
Santuario Futarasan-jinja
Fondato nel 767 da Shōdō Shōnin, il Futarasan-jinja è dedicato ai kami delle montagne di Nantai, Nyohō e Tarō, ritenute divinità protettrici grazie alle sorgenti cristalline che alimentavano la pianura sottostante. Il santuario conserva un padiglione Heian in legno intagliato e il goshintai (oggetto sacro) del Monte Nantai, esemplificando il culto della montagna (sangaku shinkō) che permea l’intera area di Nikkō.
Ponte sacro Shinkyo
Il Shinkyo (“Ponte Sacro”), primo ponte privato autorizzato in Giappone, collega la riva nord al sentiero verso Tōshō-gū e Rinno-ji. Secondo la tradizione, nel 766 le divinità serpente emersero dalle acque del fiume Daiya per creare un passaggio a Shōdō Shōnin e al suo seguito, scomparendo poi nell’aria come protezione divina. L’attuale struttura, rifabbricata in lacca vermiglia nel 1636 da Tokugawa Iemitsu, è un’armoniosa fusione di pietra e legno sacro, riservata inizialmente al clero e ai dignitari. Oggi la vista del ponte riflessa nelle acque tranquille è uno degli scorci più celebrati del Giappone, soprattutto al crepuscolo e in autunno.
NATURA E PAESAGGI SACRI
Le foreste di cedri che costeggiano il viale del Tōshō-gū sono state piantate già nel 17° secolo per celebrare le vittorie Tokugawa e cresciute rigogliose fino a trasformarsi in colossali colonne vegetali. A pochi chilometri sorge il Lago Chūzenji, creato da un’eruzione del Monte Nantai nel 782, meta estiva dei dignitari Meiji che costruirono ville in stile europeo sulle sue rive. La vicina Cascata Kegon (97 m), formata dal deflusso del lago, era nei secoli scorsi tappa obbligata per i pittori ukiyo-e e i poeti romantici, attratti dal suo fragore e dalla foschia che avvolge il salto d’acqua.
FESTIVAL ANEDDOTI E TRADIZIONI VIVENTI
Il Reitaisei (17–18 maggio) è il festival più imponente di Tōshō-gū, in cui 1.000 partecipanti in costume samurai riproducono la processione funebre di Tokugawa Ieyasu da Shizuoka a Nikkō, con arcieri a cavallo (yabusame) e santuari portatili (mikoshi).
In autunno, il Momiji Matsuri celebra il foliage con lanterne lungo i sentieri del tempio e concerti di musica tradizionale sotto i cedri secolari. Un altro aneddoto racconta che proprio all’ombra di un antico cedro Shōnin compì un’ascensione solitaria di tre giorni in preghiera, lasciando incise rune buddhiste sul tronco come pegni di protezione per i pellegrini futuri. Queste celebrazioni e leggende alimentano ancora oggi la forte devozione locale, rendendo Nikkō non solo un sito museale, ma una comunità viva di pratiche millenarie.
SANTUARIO TŌSHŌ-GŪ: MAUSOLEO DI TOKUGAWA IEYASU
Tōshō-gū è il sontuoso santuario shintō eretto a partire dal 1617 per onorare Tokugawa Ieyasu (1543–1616), il primo shōgun della dinastia Tokugawa. Costruito sotto la guida del suo retainer Tōdō Takatora e ampliato dal terzo shōgun Iemitsu, questo complesso riflette lo stile Gongen-zukuri, con elementi architettonici che fondono misticismo buddhista e ritualità shintō.
Yōmeimon, la “Porta del Tramonto”, è un capolavoro di sculture in legno dipinte e dorate: si dice che chi la osservi resti rapito fino al calar del sole, da cui il nome alternativo higurashi-no-mon (porta “fino al tramonto”)
Altri tesori sono il Nemuri-neko (“gatto addormentato”) di Hidari Jingorō e il celebre gruppo dei Tre Monkeys (“non vedo, non sento, non parlo”), simboli di saggezza e autocontrollo.
Le imponenti lanterne di pietra donate da daimyo di tutto il Giappone costeggiano il percorso verso il mausoleo di Ieyasu, immerso in una foresta di cryptomeria millenaria, creando un’atmosfera solenne e raccolta.
Tōshō-gū non è soltanto un luogo di culto, ma anche un monumento al pax Tokugawa, l’era di pace e stabilità politica che perdurò per 260 anni, resa possibile dall’eredità di Ieyasu e celebrata in questo santuario come pietra miliare della storia giapponese.
RITORNO A PIEDI FRA GLI ALTRI TEMPLI
Nel vasto complesso si possono esplorare:
Rinnō-ji, fondato da Shōdō Shōnin, con le sue statue dorate di tre Kannon che simboleggiano il corpo, la parola e la mente del Buddha.
Il Futarasan-jinja, santuario shintō dedicato alle divinità delle vette montane di Nikkō;
La pagoda a tre piani di Rinnō-ji, esempio di interazione tra architettura avveniristica e spiritualità buddhista.
STREET FOOD E SPECIALITÀ LOCALI
Prima di partire per il rientro, vale la pena assaggiare qualche specialità di strada che i venditori preparano lungo la via del ritorno alla stazione di Nikkō. Tra queste:
Yuba, la sottile pellicola di soia ottenuta dalla cottura del latte di soia, servita in zuppe o fritta;
Kintoki-imo, caramelle di patata dolce locale;
Vari dango (spiedini di riso glutinoso) e senbei (cracker di riso).
RIENTRO A TOKYO IN SHINKANSEN
Nel pomeriggio si riprende il treno proiettile (Shinkansen) dalla stazione di Utsunomiya o direttamente da Nikkō (via Utsunomiya) per tornare a Tokyo in circa due ore. Sulla linea Tōhoku Shinkansen, si attraversano scenari montani che scendono verso la pianura, offrendo l’ultimo scorcio delle montagne sacre mentre ci si dirige verso la vivace metropoli.
SERATA A TOKYO
Rientrati in hotel ad Asakusa, potrete scegliere di esplorare un locale tradizionale per degustare piatti tipici come tempura di gamberi freschi, soba in brodo o un’altra serata di okonomiyaki nella vostra izakaya di fiducia.
Fonti: UNESCO World Heritage Centre; Enciclopedia Britannica; Wikipedia (edizioni italiana e inglese); Nippon.com; Japan Today; Blog “Let’s Go Japan” (e varie)











































Commenti