Il viaggio in India di Laura: incontri ed emozioni

viaggio in India Laura

Laura nel suo viaggio in India

Nel 2011 Laura ha fatto il suo primo viaggio in India ed ha scelto di fare un’esperienza di Turismo Responsabile… Ha potuto visitare una parte del Sud dell’India insieme ad alcune persone davvero carismatiche, ha visitato scuole e villaggi, ha contribuito a portare degli aiuti in queste aree ed ha vissuto delle esperienze autentiche di vero contatto con la popolazione locale.

(dal diario di viaggio di Laura)

27 gennaio
Alle 7:00 in punto siamo già a Fiumicino a gustarci un the caldo con un muffin nell’attesa che arrivi il resto del gruppo: c’è un’aria strana, non sappiamo bene cosa ci aspetta da questo viaggio in India e abbiamo voglia di condividere l’attesa con gli altri… Alle 9:00 circa finalmente arrivano Claudio, Anna e Simona accompagnati da Suresh e da un’infinità di bagagli. Non si tratta di bagagli normali, le borse sono piene di cose da portare ai bambini di Claudio. Nessuna di noi ha mai fatto un viaggio in India, Claudio ci torna ormai due volte all’anno da 13 anni… per cui è lui la vittima di tutte le nostre domande, curiosità, perplessità, paure… ci spiega tutto con calma, ci rassicura, ci dà indicazioni su come vestirci, su cosa mangiare… tutto. Appena atterrati ci rendiamo conto, anche se è ancora buio, che è caldo… è il loro inverno, ma fuori ci saranno almeno 25 gradi. Fila per controllo passaporti d’obbligo e, credevamo, attesa infinita per il ritiro bagaglio… in realtà nel giro di mezzora siamo già fuori, un fiume di persone è in attesa: donne e tantissimi bambini… la cosa ci fa veramente sorridere: sono le 5 del mattino, ma cosa fanno qui? ”Benvenuti in India!” ci grida Claudio, mentre va incontro alla nostra jeep che ci porterà ad Allepey Beach, prima tappa del nostro viaggio.
Sta per albeggiare, per cui lo spettacolo davanti a noi è fantastico: si cominciano ad intravedere palme e cocchi, mare e spiagge e poi automobili, jeep, autobus… insomma autoveicoli di ogni genere… Cominciamo ad organizzare la giornata: si arriva ad Allepey e non vediamo l’ora di vedere il ristorante di cui Claudio è sostenitore mentre nel pomeriggio andremo a visitare i villaggi, in cui incontreremo i bambini adottati a distanza, le famiglie aiutate e sostenute da lui e dalla sua associazione. Al Dreamers Restaurant siamo accolte da Martin e da tutto lo staff con tutti gli onori: collane di fiori profumati, spremute di mango e banane appena fatte e profumo di pane tostato e uova strapazzate. Saliamo sulla terrazza del ristorante, la vista si perde all’orizzonte, sabbia, mare, donne nei loro colorati sari, bambini scalzi.

viaggio in India Dreamers Restaurant

Dreamers Restaurant di Allepey Beach

Dopo un’oretta, si riparte alla scoperta di Allepey, prendiamo i fantastici taxi: gli hotu, ovvero le nostre “api” rivedute e corrette, che portano due, tre anche quattro persone… uno spasso! Andiamo prima al villaggio dove vive la famiglia di Martin e tutte quelle famiglie aiutate da Claudio e dalla sua associazione: lasciamo la strada ed entriamo a piedi in una foresta di palme di cocco, dove c’è questo piccolo villaggio. more »

Il Limpopo raccontato in una mostra fotografica a Milano

Lo scorso 7 Luglio sono stata in Expo a seguire un incontro organizzato dal Cesvi: “Limpopo: le sfide di un parco transfrontaliero“. Molto interessante per capire quanto lavoro nascosto c’è spesso dietro ai progetti di Turismo Responsabile, che stanno poi alla base delle proposte degli operatori.
Si tratta di un programma di cooperazione allo sviluppo finanziato dal Ministero degli Affari Esteri, tuttora in corso e molto articolato, che include diversi progetti, tutti finalizzati ad uno sviluppo sostenibile dell’area al confine tra Sudafrica, Mozambico e Zimbabwe. A questo progetto è legata una mostra fotografica che si terrà a Milano dall’8 al 18 ottobre e che raccoglie le foto di Andrea Frazzetta, scattate proprio nel Parco Transfrontaliero del Gran Limpopo.

Mostra Fotografica Limpopo

Il sistema dei Parchi della Pace costituiti proprio sulle frontiere di più Stati africani è stato fortemente sostenuto dal grande Nelson Mandela, che vedeva delle grandi potenzialità nella cooperazione fra Stati per la gestione dei Parchi Transfrontalieri: “I know of no political movement, no philosophy and no ideology which does not agree with the Peace Parks concept”.
Grazie a questo progetto, il Cesvi che è presente sul territorio dal 1998, insieme agli altri enti coinvolti, sta lavorando ad una gestione integrata delle risorse naturali, che sia a beneficio dell’intera collettività a prescindere dai confini statali. Le autorità dello Zimbabwe, Sudafrica e Mozambico hanno capito che avrebbe portato benefici a lungo termine intervenire anche negli Stati confinanti, tenendo conto delle situazioni locali in comune. Un esempio per tutti è la marchiatura del bestiame, che segue le stesse regole in tutti e 3 i Paesi. L’area coinvolta nel progetto, inoltre, si estende anche oltre i confini del Parco, perché la comunità locale che interagisce con la natura e con il Parco stesso vive nelle aree circostanti.

The African Kingdom - Parco Transfrontaliero del Limpopo

Foto di Andrea Frazzetta, Mostra Fotografica a Milano dall’8 al 18 ottobre

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4 modi per prolungare l’esperienza di viaggio dopo il rientro

Il viaggio non finisce certamente quando si disfa la valigia!
Soprattutto se l’esperienza è stata intensa e la destinazione ci ha coinvolto anche emotivamente, si rientra da ogni viaggio un po’ cambiati… qualcosa ci spinge a vedere le cose in modo diverso o semplicemente la nostra mente si è allargata, perché abbiamo conosciuto un pezzo di mondo in più. A volte però ci lasciamo prendere subito dalla routine di tutti i giorni e dallo stress e ci capita, già dopo qualche giorno, di rispondere a chi ci chiede come è andato il viaggio: “L’ho già dimenticato”!
Non vi è mai capitato?

Ispirata dalla recente campagna #dopoilviaggio di Lonely Planet, ho deciso quindi di scrivere questo articolo su 4 cose che possiamo fare per prolungare l’esperienza del viaggio anche dopo il rientro:

1) No, il primo consiglio non è “non disfare la valigia”… mi raccomando! 😉
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Luxury e sostenibilità: un connubio possibile?

Visitando diverse strutture Luxury durante il mio viaggio in Oman di 10 giorni fa, mi sono chiesta se per vivere un’esperienza di Turismo Responsabile sia davvero necessario rinunciare ad ogni comodità o se ci si possa permettere anche qualche sfizio. Sono sempre di più, infatti, le catene alberghiere e soprattutto i resort 5 stelle lusso che si presentano come strutture sostenibili e vantano certificazioni ambientali.
La tendenza ora è questa e ne sono felice, ma quanti di questi Hotel sono veramente eco-sostenibili? E soprattutto, il rispetto di criteri di sostenibilità ambientale è sufficiente per proporre queste sistemazioni all’interno di viaggi responsabili?
Sappiamo che un viaggio responsabile necessita della parte sociale e deve dare la possibilità di instaurare un contatto con la comunità locale, ma -come vi accennavo anche in questo mio precedente articolo– credo che ogni viaggio può contenere esperienze di diverso tipo e che tutti i tipi di viaggio possono essere affrontati in modo responsabile, perché quello che conta è il comportamento di chi viaggia e perché con la modularità è possibile costruire un viaggio in maniera personalizzata.

E allora perché non inserire anche qualche giorno ad esempio in una struttura Luxury come questa? Alila Hotel

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Alila Hotel, Jabal Akhdar, Nizwa – bagno Villa Rummanah

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L’ecologia è una cosa da ricchi?

Sono tornata da poco da due viaggi molto ravvicinati tra loro, il primo nello Sri Lanka e il secondo in Oman.
Inutile dire che sono due Paesi davvero molto diversi e non comparabili, ma è normale fare dei paragoni soprattutto su alcune tematiche generali come l’ecologia, la tutela ambientale e lo sviluppo sostenibile.
Lo Sri Lanka è un Paese verdissimo e una delle isole con la più ampia biodiversità al mondo. Sono rimasta colpita fin da subito da quanto la foresta sia predominante. La vita si svolge per molta parte ai lati delle strade principali, con qualche costruzione, negozi, gente per strada; poi per chilometri verso l’interno si estendono le piantagioni, le coltivazioni di té, i campi e gli alberi.

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Paesaggio Sri Lanka

L’Oman invece è un Paese dove l’acqua costa più del petrolio, anche se sono rimasta sorpresa da quanto possano essere variegati i paesaggi: le montagne sullo sfondo, il deserto, le oasi ed i centri abitati visti dall’alto come macchie di vita in mezzo al nulla.

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Paesaggio Oman

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