Viaggiare lentamente a Cuba: le casas particulares
- IoViaggioResponsabile

- 1 dic 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 5 dic 2025
Esiste un modo per conoscere davvero Cuba: non attraverso resort o tour organizzati, ma seduti a una tavola di legno, davanti a un piatto di arroz congrí e a un sorriso che ti accoglie come uno di casa.
Le casas particulares — le abitazioni private che i cubani aprono ai viaggiatori — non sono solo un alloggio. Sono una finestra sulla vita reale dell’isola, un luogo dove il tempo scorre lento e dove l’ospitalità non si compra, ma si condivide.
In ogni casa, dietro una porta colorata de L'Avana o tra le colline di Viñales, c’è una storia di famiglia, di resistenza, di orgoglio.
Qui, Cuba non è un’idea: è un incontro.

Le origini delle casas particulares
Le casas particulares nacquero nel 1997, quando il governo cubano autorizzò per la prima volta i cittadini a ospitare stranieri nelle proprie abitazioni.
Fu un cambiamento epocale: per decenni, il turismo era stato un affare di Stato, limitato a grandi alberghi e circuiti controllati. Con questa apertura, le famiglie divennero protagoniste dell’accoglienza, trasformando la loro casa in un piccolo mondo di relazioni e scambi culturali.
Da allora, le casas si sono moltiplicate — oggi se ne contano oltre 25.000 in tutta l’isola, da L’Avana a Trinidad, da Santiago de Cuba a Baracoa e rappresentano una delle esperienze più autentiche che un viaggiatore possa vivere a Cuba.
Dormire in una casa particular significa condividere spazi, pasti e conversazioni con chi conosce davvero l’isola. Significa svegliarsi con il profumo del caffè preparato con il vecchio colador, ascoltare la nonna raccontare la Rivoluzione come se fosse ieri, o lasciarsi guidare dal figlio tra le piantagioni di tabacco di Viñales.
Ogni incontro diventa una storia, ogni colazione un atto d’amicizia.
L'ospitalità cubana: un patrimonio immateriale
A Cuba, l’ospitalità non è un servizio: è un modo di vivere.
Le famiglie accolgono i viaggiatori con una naturalezza disarmante, spesso in case semplici ma curate con amore: pavimenti di maiolica, pareti color pastello, fotografie di famiglia e il profumo del sofrito che riempie la cucina.
Non esistono distanze: l’ospite diventa parte della vita quotidiana. Si parla di musica e di politica, si ride al ritmo del son e del bolero, si ascolta il vicino che suona la chitarra dal portico accanto.
La casa non è più solo un rifugio, ma un luogo di scambio e conoscenza reciproca.
Molte casas particulares oggi partecipano a progetti di turismo responsabile e sostenibile. Collaborano con cooperative agricole, utilizzano prodotti locali e promuovono un’economia familiare che valorizza il territorio.
In un Paese che affronta quotidianamente sfide economiche, queste case rappresentano una forma concreta di resistenza culturale e di autonomia.
Lenti come l'isola
Viaggiare a Cuba soggiornando nelle casas particulares significa imparare la lentezza del Tropico.
Qui non esiste la fretta, ma solo il ritmo caldo del giorno e della notte: il tempo di un tramonto sul Malecón, di un sigaro fumato in silenzio, di una conversazione che si allunga fino a notte fonda.
Ogni città ha il suo battito. A L’Avana, il tempo scorre tra i vicoli di Habana Vieja, dove la musica esce dalle finestre e i bambini giocano tra le auto d’epoca. A Trinidad, le strade lastricate si illuminano di arancio al tramonto e i balconi si riempiono di chitarre. A Viñales, il verde delle valli e il rosso della terra si fondono in un paesaggio che sembra dipinto.
Il turismo lento, qui, non è una moda, ma un modo di vivere.
Si cammina, si osserva, si ascolta. E, lentamente, si scopre che l’isola restituisce a chi la rispetta la parte più sincera di sé.
Un turismo che genera valore
Scegliere una casa particular significa sostenere direttamente l’economia locale.
Ogni notte trascorsa, ogni pasto condiviso, ogni conversazione a tavola contribuisce a rafforzare una rete di famiglie e piccoli imprenditori che resistono alla crisi economica e alla scarsità di risorse.
Questo tipo di turismo non arricchisce catene internazionali, ma persone vere: la signora che ti accoglie con un succo di guava fresco, il pescatore che accompagna gli ospiti lungo la costa, la ragazza che ti insegna a ballare la salsa nel cortile di casa.
Le casas sono anche spazi di innovazione sociale. Molte ospitano artisti, organizzano lezioni di cucina o musica tradizionale, o collaborano con associazioni locali per promuovere la cultura cubana tra i giovani.
In questo modo, il turismo diventa un motore di dignità e cambiamento, capace di unire viaggio e solidarietà.

Il vero lusso di Cuba
Forse il vero lusso dell’isola non è una spiaggia privata o un resort a cinque stelle.
È una colazione servita su una veranda, con il canto dei galli in lontananza, l’aroma del caffè appena tostato e la luce dorata del sole che si alza sopra i tetti colorati.
È la semplicità delle cose fatte con il cuore: una stanza pulita, un sorriso sincero, una storia raccontata davanti a un bicchiere di rum.
In quei momenti, si capisce che a Cuba non si viaggia per vedere, ma per appartenere, anche solo per un istante, a un mondo che continua a credere nella forza dell’incontro umano.
La vera ricchezza non è nel lusso, ma nella connessione autentica tra le persone.
E forse è proprio questo che fa di Cuba un luogo unico: la capacità di ricordarci che la felicità non si trova nelle cose, ma nei legami.
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