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4 modi per prolungare l’esperienza di viaggio dopo il rientro

Il viaggio non finisce certamente quando si disfa la valigia!
Soprattutto se l’esperienza è stata intensa e la destinazione ci ha coinvolto anche emotivamente, si rientra da ogni viaggio un po’ cambiati… qualcosa ci spinge a vedere le cose in modo diverso o semplicemente la nostra mente si è allargata, perché abbiamo conosciuto un pezzo di mondo in più. A volte però ci lasciamo prendere subito dalla routine di tutti i giorni e dallo stress e ci capita, già dopo qualche giorno, di rispondere a chi ci chiede come è andato il viaggio: “L’ho già dimenticato”!
Non vi è mai capitato?

Ispirata dalla recente campagna #dopoilviaggio di Lonely Planet, ho deciso quindi di scrivere questo articolo su 4 cose che possiamo fare per prolungare l’esperienza del viaggio anche dopo il rientro:

1) No, il primo consiglio non è “non disfare la valigia”… mi raccomando! 😉
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L’ecologia è una cosa da ricchi?

Sono tornata da poco da due viaggi molto ravvicinati tra loro, il primo nello Sri Lanka e il secondo in Oman.
Inutile dire che sono due Paesi davvero molto diversi e non comparabili, ma è normale fare dei paragoni soprattutto su alcune tematiche generali come l’ecologia, la tutela ambientale e lo sviluppo sostenibile.
Lo Sri Lanka è un Paese verdissimo e una delle isole con la più ampia biodiversità al mondo. Sono rimasta colpita fin da subito da quanto la foresta sia predominante. La vita si svolge per molta parte ai lati delle strade principali, con qualche costruzione, negozi, gente per strada; poi per chilometri verso l’interno si estendono le piantagioni, le coltivazioni di té, i campi e gli alberi.

Ecologia_SriLanka_paesaggio

Paesaggio Sri Lanka

L’Oman invece è un Paese dove l’acqua costa più del petrolio, anche se sono rimasta sorpresa da quanto possano essere variegati i paesaggi: le montagne sullo sfondo, il deserto, le oasi ed i centri abitati visti dall’alto come macchie di vita in mezzo al nulla.

ecologia_Oman_paesaggio

Paesaggio Oman

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Quel confine sottile tra sostenibilità e non…

Il primo approccio con un Paese durante un viaggio avviene generalmente in aeroporto e durante il primo trasferimento verso l’hotel. Che si tratti di un viaggio organizzato oppure di un viaggio fai da te, generalmente i primi contatti con le persone del luogo servono per orientarci, per capire dove partono le navette o dove noleggiare un’auto, per cambiare qualche soldo in moneta locale o comprare una sim telefonica. Se il viaggio aereo poi è durato diverse ore, siamo anche un po’ spaesati, stanchi e sottosopra per il fuso o per il diverso clima.

Al mio arrivo a Colombo lo scorso 27 maggio, dopo la difficoltà iniziale nel respirare (arrivavo dai 20 gradi di Milano), mi sono guardata intorno in aeroporto e non nego di essermi chiesta come mai ci fosse un televisore nell’area degli arrivi, appena prima dell’uscita principale… primo mistero di questo affascinante Paese, lo Sri Lanka.

Aeroporto di Colombo

Aeroporto di Colombo

A causa del fuso orario per noi è ancora notte, quindi il trasferimento in bus verso Habarana (3 ore e mezza circa) diventa una sfida con me stessa: voglio assolutamente cogliere già tutto di questo Paese, cerco di spiare dentro ogni casa che sfila dal finestrino e di incrociare lo sguardo di qualche personaggio che sta raccogliento le foglie in giardino o dei bambini che giocano per la strada con la loro divisa scolastica. Scattano automaticamente i confronti con i posti visitati durante i miei precedenti viaggi: qua assomiglia a Zanzibar, questo c’è anche in Thailandia, ecc… Naturalmente non sono possibili paragoni e la voglia di capire, di conoscere, di entrare in contatto con le persone crea in questi primi momenti un forte senso di impotenza (che va ad aggiungersi alla stanchezza per il viaggio), per il fatto di essere “imprigionati” sul bus e di non potersi fermare a proprio piacimento. Primo punto a sfavore dei viaggi organizzati? Non è detto… perché bisogna anche sapere dove fermarsi e come comportarsi per non impattare negativamente nella vita dei locali.

Shanta, la nostra guida

Shanta, la nostra guida

Come ci dice anche il Vademecum del Viaggiatore Responsabile, la presenza di un mediatore culturale è fondamentale per la sostenibilità di un viaggio. Ad esempio, senza la nostra guida nello Sri Lanka, non avremmo saputo che davanti al Golden Temple di Dambulla ci si può fotografare facendo attenzione a non dare mai le spalle al Buddha mentre invece al tempio di Kandy è completamente vietato fotografare persone davanti alle statue. Ogni tempio ha le sue regole e Shanta ci tiene particolarmente a spiegarcele, quasi si arrabbia se ci allontaniamo e non lo ascoltiamo, perché per lui è molto importante che ci comportiamo nel modo corretto e che rispettiamo la sua religione. more »

In viaggio nello Sri Lanka: l’astrologia è una cosa seria!

Sto viaggiando per lo Sri Lanka da mercoledì scorso ed inizio a capire ora qualcosa in più della cultura di questo Paese.

Rocca di Sigiriya

Rocca di Sigiriya

Sri Lanka, Dambulla

Golden Temple di Dambulla

Una cosa che mi è rimasta impressa è quanto questo popolo creda nell’astrologia e negli oroscopi. Quando nasce un bambino, il padre come prima cosa si reca dall’astrologo con data e orario di nascita per sapere a quale segno appartiene il figlio e ricevere un primo oroscopo. Oltre a questo, l’astrologo comunica ai genitori l’iniziale del nome da dare al bambino. Anche gli orari sono molto importanti: l’astrologo definisce con precisione l’orario della prima poppata del neonato, l’orario per il primo taglio di capelli e così via. E’ molto importante in queste prime fasi di vita del bambino rispettare questi orari, perché questo influenzerà la sua vita ed il suo futuro.

SriLanka_spiritualità

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