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Luxury e sostenibilità: un connubio possibile?

Visitando diverse strutture Luxury durante il mio viaggio in Oman di 10 giorni fa, mi sono chiesta se per vivere un’esperienza di Turismo Responsabile sia davvero necessario rinunciare ad ogni comodità o se ci si possa permettere anche qualche sfizio. Sono sempre di più, infatti, le catene alberghiere e soprattutto i resort 5 stelle lusso che si presentano come strutture sostenibili e vantano certificazioni ambientali.
La tendenza ora è questa e ne sono felice, ma quanti di questi Hotel sono veramente eco-sostenibili? E soprattutto, il rispetto di criteri di sostenibilità ambientale è sufficiente per proporre queste sistemazioni all’interno di viaggi responsabili?
Sappiamo che un viaggio responsabile necessita della parte sociale e deve dare la possibilità di instaurare un contatto con la comunità locale, ma -come vi accennavo anche in questo mio precedente articolo– credo che ogni viaggio può contenere esperienze di diverso tipo e che tutti i tipi di viaggio possono essere affrontati in modo responsabile, perché quello che conta è il comportamento di chi viaggia e perché con la modularità è possibile costruire un viaggio in maniera personalizzata.

E allora perché non inserire anche qualche giorno ad esempio in una struttura Luxury come questa? Alila Hotel

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Alila Hotel, Jabal Akhdar, Nizwa – bagno Villa Rummanah

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L’ecologia è una cosa da ricchi?

Sono tornata da poco da due viaggi molto ravvicinati tra loro, il primo nello Sri Lanka e il secondo in Oman.
Inutile dire che sono due Paesi davvero molto diversi e non comparabili, ma è normale fare dei paragoni soprattutto su alcune tematiche generali come l’ecologia, la tutela ambientale e lo sviluppo sostenibile.
Lo Sri Lanka è un Paese verdissimo e una delle isole con la più ampia biodiversità al mondo. Sono rimasta colpita fin da subito da quanto la foresta sia predominante. La vita si svolge per molta parte ai lati delle strade principali, con qualche costruzione, negozi, gente per strada; poi per chilometri verso l’interno si estendono le piantagioni, le coltivazioni di té, i campi e gli alberi.

Ecologia_SriLanka_paesaggio

Paesaggio Sri Lanka

L’Oman invece è un Paese dove l’acqua costa più del petrolio, anche se sono rimasta sorpresa da quanto possano essere variegati i paesaggi: le montagne sullo sfondo, il deserto, le oasi ed i centri abitati visti dall’alto come macchie di vita in mezzo al nulla.

ecologia_Oman_paesaggio

Paesaggio Oman

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Quel confine sottile tra sostenibilità e non…

Il primo approccio con un Paese durante un viaggio avviene generalmente in aeroporto e durante il primo trasferimento verso l’hotel. Che si tratti di un viaggio organizzato oppure di un viaggio fai da te, generalmente i primi contatti con le persone del luogo servono per orientarci, per capire dove partono le navette o dove noleggiare un’auto, per cambiare qualche soldo in moneta locale o comprare una sim telefonica. Se il viaggio aereo poi è durato diverse ore, siamo anche un po’ spaesati, stanchi e sottosopra per il fuso o per il diverso clima.

Al mio arrivo a Colombo lo scorso 27 maggio, dopo la difficoltà iniziale nel respirare (arrivavo dai 20 gradi di Milano), mi sono guardata intorno in aeroporto e non nego di essermi chiesta come mai ci fosse un televisore nell’area degli arrivi, appena prima dell’uscita principale… primo mistero di questo affascinante Paese, lo Sri Lanka.

Aeroporto di Colombo

Aeroporto di Colombo

A causa del fuso orario per noi è ancora notte, quindi il trasferimento in bus verso Habarana (3 ore e mezza circa) diventa una sfida con me stessa: voglio assolutamente cogliere già tutto di questo Paese, cerco di spiare dentro ogni casa che sfila dal finestrino e di incrociare lo sguardo di qualche personaggio che sta raccogliento le foglie in giardino o dei bambini che giocano per la strada con la loro divisa scolastica. Scattano automaticamente i confronti con i posti visitati durante i miei precedenti viaggi: qua assomiglia a Zanzibar, questo c’è anche in Thailandia, ecc… Naturalmente non sono possibili paragoni e la voglia di capire, di conoscere, di entrare in contatto con le persone crea in questi primi momenti un forte senso di impotenza (che va ad aggiungersi alla stanchezza per il viaggio), per il fatto di essere “imprigionati” sul bus e di non potersi fermare a proprio piacimento. Primo punto a sfavore dei viaggi organizzati? Non è detto… perché bisogna anche sapere dove fermarsi e come comportarsi per non impattare negativamente nella vita dei locali.

Shanta, la nostra guida

Shanta, la nostra guida

Come ci dice anche il Vademecum del Viaggiatore Responsabile, la presenza di un mediatore culturale è fondamentale per la sostenibilità di un viaggio. Ad esempio, senza la nostra guida nello Sri Lanka, non avremmo saputo che davanti al Golden Temple di Dambulla ci si può fotografare facendo attenzione a non dare mai le spalle al Buddha mentre invece al tempio di Kandy è completamente vietato fotografare persone davanti alle statue. Ogni tempio ha le sue regole e Shanta ci tiene particolarmente a spiegarcele, quasi si arrabbia se ci allontaniamo e non lo ascoltiamo, perché per lui è molto importante che ci comportiamo nel modo corretto e che rispettiamo la sua religione. more »

A volte basta poco!

Lo scorso week-end a Milano si è tenutaFà la cosa giusta!, la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili… 72.000 presenze… 72.000 persone che hanno scommesso sulla possibilità di ri-partire da un’economia più equa e sostenibile.
Laura ed io ci siamo naturalmente andate per incontrare gli operatori di Turismo Responsabile con cui lavoriamo, per implementare e migliorare il nostro portale e le nostre proposte di viaggi responsabili… e per respirare un pò di “sostenibilità”.

Quest’anno però ci siamo soffermate molto anche negli altri spazi… e ci siamo lasciate affascinare ed incantare dalle numerose proposte di commercio equo-solidale, cibi sostenibili, suggerimenti per una mobilità non inquinante e anche per arredare la propria casa in maniera “consapevole”. E’ vero che in Italia il cosiddetto biologico è spesso ancora molto caro e forse poco accessibile… troviamo a volte spazi riservati nei supermercati più grandi e più spesso dobbiamo recarci in negozi specializzati o aspettare mercatini natalizi o di paese… però sono uscita dalla fiera con questo pensiero in testa: “A volte basta davvero poco!”.

Basta poco per pensare ad un regalo originale che possa anche allo stesso tempo aiutare qualche popolazione svantaggiata, basta poco per volersi un pò più bene e ragionare di più su cosa ingurgitiamo ogni giorno o su cosa ci mettiamo sul corpo, basta poco per provare a viaggiare senza impattare troppo sui popoli che andiamo a visitare… In questi casi è certamente importante conoscere bene la provenienza di ciò che acquistiamo o scegliamo ed essere sicuri dei fornitori. Le parole “biologico” e “naturale” sono sempre più di moda, ma bisogna stare molto attenti a cosa ci sta dietro… La fiducia diventa fondamentale!

Informiamoci quindi un pò di più, chiediamo da dove arrivano gli oggetti e i cibi che scegliamo, affidiamoci ad esperti… e basterà davvero poco! Se la collana etnica che acquistiamo arriva da una comunità di donne brasiliane vittime di violenza inserite in un progetto di solidarietà… non ha più valore!? Io dico di sì.
E se visitando un Paese meraviglioso come lo Zambia, contribuiamo anche a dare istruzione a centinaia di adolescenti in difficoltà a causa dell’AIDS… il nostro viaggio non ha più valore? …a voi la risposta… 🙂

Stefania

Per informazioni sul viaggio in Zambia:
stefania.rigiroli@evolutiontravel.it