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Quel confine sottile tra sostenibilità e non…

Il primo approccio con un Paese durante un viaggio avviene generalmente in aeroporto e durante il primo trasferimento verso l’hotel. Che si tratti di un viaggio organizzato oppure di un viaggio fai da te, generalmente i primi contatti con le persone del luogo servono per orientarci, per capire dove partono le navette o dove noleggiare un’auto, per cambiare qualche soldo in moneta locale o comprare una sim telefonica. Se il viaggio aereo poi è durato diverse ore, siamo anche un po’ spaesati, stanchi e sottosopra per il fuso o per il diverso clima.

Al mio arrivo a Colombo lo scorso 27 maggio, dopo la difficoltà iniziale nel respirare (arrivavo dai 20 gradi di Milano), mi sono guardata intorno in aeroporto e non nego di essermi chiesta come mai ci fosse un televisore nell’area degli arrivi, appena prima dell’uscita principale… primo mistero di questo affascinante Paese, lo Sri Lanka.

Aeroporto di Colombo

Aeroporto di Colombo

A causa del fuso orario per noi è ancora notte, quindi il trasferimento in bus verso Habarana (3 ore e mezza circa) diventa una sfida con me stessa: voglio assolutamente cogliere già tutto di questo Paese, cerco di spiare dentro ogni casa che sfila dal finestrino e di incrociare lo sguardo di qualche personaggio che sta raccogliento le foglie in giardino o dei bambini che giocano per la strada con la loro divisa scolastica. Scattano automaticamente i confronti con i posti visitati durante i miei precedenti viaggi: qua assomiglia a Zanzibar, questo c’è anche in Thailandia, ecc… Naturalmente non sono possibili paragoni e la voglia di capire, di conoscere, di entrare in contatto con le persone crea in questi primi momenti un forte senso di impotenza (che va ad aggiungersi alla stanchezza per il viaggio), per il fatto di essere “imprigionati” sul bus e di non potersi fermare a proprio piacimento. Primo punto a sfavore dei viaggi organizzati? Non è detto… perché bisogna anche sapere dove fermarsi e come comportarsi per non impattare negativamente nella vita dei locali.

Shanta, la nostra guida

Shanta, la nostra guida

Come ci dice anche il Vademecum del Viaggiatore Responsabile, la presenza di un mediatore culturale è fondamentale per la sostenibilità di un viaggio. Ad esempio, senza la nostra guida nello Sri Lanka, non avremmo saputo che davanti al Golden Temple di Dambulla ci si può fotografare facendo attenzione a non dare mai le spalle al Buddha mentre invece al tempio di Kandy è completamente vietato fotografare persone davanti alle statue. Ogni tempio ha le sue regole e Shanta ci tiene particolarmente a spiegarcele, quasi si arrabbia se ci allontaniamo e non lo ascoltiamo, perché per lui è molto importante che ci comportiamo nel modo corretto e che rispettiamo la sua religione. more »

In viaggio nello Sri Lanka: l’astrologia è una cosa seria!

Sto viaggiando per lo Sri Lanka da mercoledì scorso ed inizio a capire ora qualcosa in più della cultura di questo Paese.

Rocca di Sigiriya

Rocca di Sigiriya

Sri Lanka, Dambulla

Golden Temple di Dambulla

Una cosa che mi è rimasta impressa è quanto questo popolo creda nell’astrologia e negli oroscopi. Quando nasce un bambino, il padre come prima cosa si reca dall’astrologo con data e orario di nascita per sapere a quale segno appartiene il figlio e ricevere un primo oroscopo. Oltre a questo, l’astrologo comunica ai genitori l’iniziale del nome da dare al bambino. Anche gli orari sono molto importanti: l’astrologo definisce con precisione l’orario della prima poppata del neonato, l’orario per il primo taglio di capelli e così via. E’ molto importante in queste prime fasi di vita del bambino rispettare questi orari, perché questo influenzerà la sua vita ed il suo futuro.

SriLanka_spiritualità

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Intervista ad una guida d’eccezione!

Abbiamo chiesto a Paolo, la guida che accompagna il Tour di Gruppo estivo in Madagascar, di spiegarci il suo punto di vista e aiutarci a capire cosa significa partecipare ad un Viaggio Responsabile.

Ecco l’intervista:

Ciao Paolo, tu sei un esperto conoscitore del Madagascar e tutti i miei clienti che hai accompagnato, tornando mi hanno sempre confermato che non sei solo una guida d’eccezione, ma anche una persona speciale, in grado di trasmettere entusiasmo e amore per questo Paese.
Per quanti anni hai vissuto là e fino a quando?
famiglia
Sono entrato in Madagascar la prima volta a giugno del 1993 per poi tornare nell’ottobre dello stesso anno come tecnico in un progetto di cooperazione con l’ONG V.I.S., poi sono rimasto quasi ininterrottamente fino al 2003, anno in cui sono rientrato in Italia.

Che tipologie di viaggiatori accompagni durante il viaggio in Madagascar?
Diverse… durante gli anni l’età media è aumentata e ci sono più coppie. Generalmente sono persone di cultura media, per il 70% donne, provenienti da varie parti d’Italia. Sono persone già motivate che cercano questa tipologia di viaggi e, in buona parte, hanno già fatto altri viaggi di questo tipo. Ma ho avuto una discreto numero di coppie in viaggio di nozze, genitori con un figlio/a, giovani e anche qualche famiglia.

Sono tutte persone consapevoli di cosa sia il Turismo Responsabile?
In massima parte sì, ma ho riscontrato che le modalità di viaggio sono diverse da agenzia a agenzia e da Paese a Paese. Non c’è un’omogeneità di pensiero né tra i viaggiatori né tra le agenzie. Generalmente si sceglie il turismo Responsabile anche per fare esperienze diverse. more »

Io Viaggio Responsabile in Malesia: soggiorno Homestay

Svegliarsi al suono dei buceri e cogliere frutti dagli alberi per fare colazione…
Ecco come potrebbe essere un inizio di giornata pernottando presso un “kampung”, un villaggio Malese tradizionale.

it-borneo-malese-esperienze-di-condivisione-nel-borneo-malese-360b2Il pernottamento in famiglia o soggiorno Homestay può offrire diverse tipologie di esperienze e di attività: raccolta dei frutti, raccolta nei campi, preparazione delle pietanze locali; è molto frequente assistere ad un matrimonio o ad una dimostrazione di “pencak silat”, un’affascinante arte marziale malesiana; è possibile divertirsi con il “congkak”, un gioco da tavola piuttosto rustico, oppure imparare a suonare uno strumento musicale tradizionale.

it-borneo-malese-esperienze-di-condivisione-nel-borneo-malese-360b1Vivere a stretto contatto con una famiglia Malese, nel Borneo oppure in Penisola, permette di capire le usanze e tradizioni di questo popolo, ma può essere anche un’occasione di accrescimento personale, culturale e spirituale. Anche solo qualche giorno immersi nella natura incontaminata delle foreste che circondano questi villaggi e nel loro stile di vita semplice, basato sui ritmi naturali del proprio corpo e del proprio spirito, “rischia” di diventare un’esperienza di vita che può cambiarti per sempre… del resto come ogni Viaggio! 😉

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Fa’ la Cosa Giusta 2015: più turismo responsabile per tutti!

Lo scorso week-end si è svolto a Milano l’immancabile appuntamento annule con l’economia solidale e la sostenibilità: la fiera Fa’ la Cosa Giusta, giunta ormai alla XII edizione e conclusa con 70.000 visitatori, 700 realtà espositive, 300 appuntamenti culturali, 3.300 studenti e 630 giornalisti accreditati. Eravamo presenti per la prima volta con lo stand IoViaggioResponsabile e ringraziamo davvero di cuore tutti quelli che sono passati a trovarci! Siamo rientrate cariche di nuova energia, reduci da 3 giorni ricchi di visite, incontri interessanti e molti spunti da mettere su carta…

Abbiamo conosciuto molte persone e ci siamo rese conto che -nonostante fossero tutti interessati alle tematiche della fiera- non tutti però erano a conoscenza di cosa sia il Turismo Responsabile. Abbiamo quindi capito che ci possono e ci devono essere diversi modi e soprattutto diversi livelli di fare Turismo Responsabile. Ci siamo infatti trovate di fronte chi aveva già viaggiato con i principali Tour Operator specializzati in Viaggi Responsabili, chi aveva organizzato o partecipato a viaggi con ONG italiane o locali, chi viaggia da solo o comunque in modalità faidate e cerca in loco il contatto con le persone… Insomma diversi approcci, diversi modi di farlo… a volte anche inconsapevolmente, senza conoscere la teoria ed i principi che ci stanno dietro.

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Inutile dire che questo può essere un po’ rischioso, in quanto è molto importante sapere che impatto abbiamo quando viaggiamo e quando ci avviciniamo alle comunità locali, specialmente in determinati Paesi e determinate situazioni di semi-isolamento. Ma per questo rimandiamo ad altri approfondimenti… In questo articolo ci tengo a sottolineare come i diversi approcci al Turismo Responsabile in cui ci siamo imbattute, ci hanno fatto riflettere sulla possibilità di rendere più accessibile questa nicchia e su come a volte proprio gli esperti del settore creino delle “barriere all’ingresso” che ci piacerebbe invece abbattere. more »