Luxury e sostenibilità: un connubio possibile?

Visitando diverse strutture Luxury durante il mio viaggio in Oman di 10 giorni fa, mi sono chiesta se per vivere un’esperienza di Turismo Responsabile sia davvero necessario rinunciare ad ogni comodità o se ci si possa permettere anche qualche sfizio. Sono sempre di più, infatti, le catene alberghiere e soprattutto i resort 5 stelle lusso che si presentano come strutture sostenibili e vantano certificazioni ambientali.
La tendenza ora è questa e ne sono felice, ma quanti di questi Hotel sono veramente eco-sostenibili? E soprattutto, il rispetto di criteri di sostenibilità ambientale è sufficiente per proporre queste sistemazioni all’interno di viaggi responsabili?
Sappiamo che un viaggio responsabile necessita della parte sociale e deve dare la possibilità di instaurare un contatto con la comunità locale, ma -come vi accennavo anche in questo mio precedente articolo– credo che ogni viaggio può contenere esperienze di diverso tipo e che tutti i tipi di viaggio possono essere affrontati in modo responsabile, perché quello che conta è il comportamento di chi viaggia e perché con la modularità è possibile costruire un viaggio in maniera personalizzata.

E allora perché non inserire anche qualche giorno ad esempio in una struttura Luxury come questa? Alila Hotel

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Alila Hotel, Jabal Akhdar, Nizwa – bagno Villa Rummanah


Un esempio di network di strutture eco-sostenibili è EcoWorldHotel, che ragguppa diverse tipologie di sistemazioni, accomunate dalla stessa filosofia di salvaguardia dell’ambiente. Si tratta di una vera e propra certificazione, in quanto le strutture sono accuratamente selezionate secondo specifici parametri di sostenibilità: solo quelle che soddisfano determinati requisiti (15 obbligatori + altri facoltativi) ottengono il Marchio di Qualità Ambientale EcoWorldHotel. Per verificare il rispetto dei requisiti vengono effettuati dei controlli da parte di un ente indipendente. Le strutture certificate EcoWorldHotel sono suddivise in cinque diversi livelli, simboleggiati ciascuno da un numero crescente di eco-foglie, ad indicare il diverso impegno ambientale. Una struttura con 5 eco-foglie garantisce l’eccellenza ambientale.
Tra i criteri di valutazione che ho visto ad esempio applicati nei Luxury Hotel che ho visitato: almeno un prodotto dell’igiene personale che possieda una certificazione ecologica, la responsabilizzazione del cliente sulla frequenza del lavaggio degli asciugamani e dei teli presenti in bagno e la presenza, all’interno delle camere, di informative eco-sostenibili per la riduzione degli sprechi su più fronti (es. energetico, idrico, alimentazione, ecc.).

Qual è la vostra esperienza con strutture certificate come eco-sostenibili?

Vi riporto l’esperienza di Luigi e Roberta, che a maggio sono stati proprio in Oman per il loro viaggio di nozze ed hanno soggiornato al Six Senses Zighy Bay . Si tratta di un Luxury Hotel fantastico, da mille e una notte, che si trova a nord, nella regione del Musandam. Sul loro sito dedicano una sezione alla sostenibilità ed ai loro progetti di sostegno alla comunità locale; ho chiesto quindi a Luigi e Roberta se questo aspetto si percepisce anche soggiornandoci:

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Roberta e Luigi durante il loro viaggio di nozze in Oman

“Si arriva al Six Senses pochissimi kilometri dopo il passaggio della frontiera Omanita (per entrare nel Musandam infatti si deve obbligatoriamente attraversare un tratto di Emirati Arabi Uniti), l’ingresso nel complesso è da brividi… si attraversa una montagna alta 700 metri prima in salita e poi in discesa per arrivare nella conca che ospita il resort, dire che gli ingegneri si sono dimenticati del concetto di pendenze nel tracciare la strada che ci conduce alla meta è dire poco… curve continue in salita ed in discesa, senza alcuna protezione ai margini della strada e tra rocce rossastre acuminate… una delle peggiori e più pericolose strade mai percorse, che però i locali affrontano rilassati a bordo di enormi Suv dotati di ogni comfort.
L’arrivo alla struttura lascia subito intravedere l’attenzione che hanno da queste parti per la sustainability… le auto infatti che circolano all’interno del Resort sono dei golf kart elettrici ed ogni villa (sì perché qui non ci sono stanze, ma grosse ville, ciascuna con piscina privata) è dotata di almeno una bicicletta numerata per ogni occupante, che può essere lasciata in ogni parte della struttura.

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Six Senses Zighy Bay, pool villa

Gli ambienti, ivi compresa la struttura di ricezione degli ospiti, sono perfettamente integrati con l’architettura Omanita, non ci sono fronzoli o vezzi non necessari eppure non manca nulla di un 5* di categoria superiore… tutti gli ospiti (per la maggior parte francesi, asiatici e ricchi arabi), “pascolano” rilassati tra i viali e la spiaggia del Six Sensee.
Dopo uno yogurt ghiacciato alla palma di dattero veniamo accompagnati in camera dal maggiordomo della villa, ciascuna dimora infatti ha una persona munita di cordless che in ogni momento della giornata è pronta a soddisfare qualsiasi richiesta degli ospiti, il tutto condito dalla giusta discrezione, necessaria per un posto di questo livello. Ma dopo essere entrati in camera mi viene subito da chiedermi: in cosa consiste davvero la eco-sostenibilità di cui questo resort si vanta e che dovrebbe renderlo tanto diverso da altri di pari categoria?
Bè l’intera idea di ospitalità qui è tutta focalizzata nell’intento di farci sentire più vicino alla natura ed alla terra che ci ospita, ma il tutto senza far mai pensare che il salatissimo conto giornaliero che paghiamo per stare qui non sia giustificato.
Partiamo dalle stanze: grandi ambienti, ben arredati con mobili in legno, tutti provenienti dai mobilifici della penisola. In bagno non sono presenti costosi set di prodotti ma tutto è all’interno di dispenser ricaricabili, tanto consente di  ridurre enormemente l’impatto di rifiuti (mancando le decine di bottigline di plastica o i contenitori vari che inevitabilmente dopo usati finirebbero nella spazzatura). Passando poi al mobile bar ed al frigo si nota che tutta l’acqua (bene davvero prezioso in Oman) è custodita all’interno di bottiglie di vetro che vengono periodicamente riempite dal personale che entra ed esce dalla stanza diverse volte durante la giornata con la stessa abilità dei ninja… impossibile vederli all’opera eppure la stanza viene rifatta almeno 3 volte al giorno. Tale odio per l’acqua stoccata in bottigliette di plastica lo si ritrova anche a colazione e nei diversi ristoranti dai conti non proprio abbordabili di cui è costellata la struttura.
Continuando nell’esame dell’autosufficienza e sostenibilità della struttura non si può non parlare dell’orto sinergico che, a quanto ci viene detto, ma fortissimi dubbi mi restano, riuscirebbe a coprire oltre l’80% del fabbisogno alimentare degli ospiti. Analogo discorso non vale purtroppo per il pesce, quello infatti che si pesca nello stretto di Hormuz è esageratamente pieno di spine ed allora qui il pesce lo fanno provenire da tutto il Medio Oriente ed anche dal Mediterraneo. Il capitolo carne, invece, riapre le porte ai prodotti locali: in tutto l’Oman, infatti, pascolano libere migliaia di capre ed agnellini e pertanto, anche qui, si attinge a piene mani dai numerosissimi esemplari allo stato quasi brado che di giorno si possono ammirare sui tetti delle poche auto presenti a brucare dalle foglie di un albero o nelle ville in cui qualcuno ha lasciato il cancello aperto.
Sui numerosi progetti di solidarietà/carità/formazione della popolazione locale che la struttura promuove o cui dice di aderire non mi pronuncio perché non ne ho avuto una conoscenza diretta per cui… diciamo che mi fido…
Anche buona parte delle attività e delle escursioni che si possono fare qui hanno lo stesso spirito di cui è permeato il resort, cioè attività in sintonia con la natura e la cultura. Non vedrete grosse moto d’acqua o barche veloci trainare palestrati sciatori d’acqua in questa baia, ma potrete lanciarvi dalla montagna che domina la spiaggia con il parapendio sfruttando le correnti calde ascensionali per prolungare la vostra discesa il più possibile, o ancora sorvolare con un delicato deltaplano a motore tutte le montagne che cingono la Zighy Bay e ridiscendere a motore spento planando leggermente sulla spiaggia. Potrete ancora godervi una gita di 5 ore sul Dhow, la tipica imbarcazione utilizzata dai locali per pescare e che salendo di dimensioni, e di optional, assurge facilmente a quasi-yacht per il trasporto dei turisti tra un fiordo e l’altro.

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Vista dal deltaplano

Non posso tacere di qualche contrasto di cui si macchia il Six Senses o comunque il Musandam. Se da un lato infatti anche il campanello delle
ville è sostituito da un lungo filo collegato ad un campanaccio che suona direttamente all’interno, con indubbio risparmio di energia elettrica ed a vantaggio della quiete generale, dall’altro sono ininterrottamente accesi due enormi condizionatori, nascosti da discrete grate, che, come consumi, immagino siano bel al di sopra del più energivoro campanello elettrico esistente al mondo. O ancora, cosa ben più grave, sia nei fiordi, sia uno dei giorni sulla spiaggia abbiamo visto distintamente tracce di petrolio nell’acqua, ci è stato detto che è tutta colpa delle petroliere che lavano i serbatoi negli spazi d’acqua antistanti Dubai o l’Iran (che si trova a soli 30 minuti di traghetto di fronte a noi) senza badare a nessuna delle più elementari regole ambientali… davvero un gran peccato considerando che il mare da queste parti è davvero molto bello.
Riassumendo il Six-Senses è senza ombra di dubbio una struttura Luxury 5 stelle; questo comporta la necessaria presenza di elementi che potrebbero porsi in contrasto con la sostenibilità da loro tanto sbandierata, ma è altresì innegabile che qui hanno un’attenzione massima anche per l’ambiente… il che fa andar via il turista responsabile in pace con la propria coscienza (un po’ meno con il proprio conto in banca) e questo è sempre, e comunque, un gran bene!”

E voi cosa ne pensate delle strutture Luxury e della loro sostenibilità ambientale?

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