Il Limpopo raccontato in una mostra fotografica a Milano

Lo scorso 7 Luglio sono stata in Expo a seguire un incontro organizzato dal Cesvi: “Limpopo: le sfide di un parco transfrontaliero“. Molto interessante per capire quanto lavoro nascosto c’è spesso dietro ai progetti di Turismo Responsabile, che stanno poi alla base delle proposte degli operatori.
Si tratta di un programma di cooperazione allo sviluppo finanziato dal Ministero degli Affari Esteri, tuttora in corso e molto articolato, che include diversi progetti, tutti finalizzati ad uno sviluppo sostenibile dell’area al confine tra Sudafrica, Mozambico e Zimbabwe. A questo progetto è legata una mostra fotografica che si terrà a Milano dall’8 al 18 ottobre e che raccoglie le foto di Andrea Frazzetta, scattate proprio nel Parco Transfrontaliero del Gran Limpopo.

Mostra Fotografica Limpopo

Il sistema dei Parchi della Pace costituiti proprio sulle frontiere di più Stati africani è stato fortemente sostenuto dal grande Nelson Mandela, che vedeva delle grandi potenzialità nella cooperazione fra Stati per la gestione dei Parchi Transfrontalieri: “I know of no political movement, no philosophy and no ideology which does not agree with the Peace Parks concept”.
Grazie a questo progetto, il Cesvi che è presente sul territorio dal 1998, insieme agli altri enti coinvolti, sta lavorando ad una gestione integrata delle risorse naturali, che sia a beneficio dell’intera collettività a prescindere dai confini statali. Le autorità dello Zimbabwe, Sudafrica e Mozambico hanno capito che avrebbe portato benefici a lungo termine intervenire anche negli Stati confinanti, tenendo conto delle situazioni locali in comune. Un esempio per tutti è la marchiatura del bestiame, che segue le stesse regole in tutti e 3 i Paesi. L’area coinvolta nel progetto, inoltre, si estende anche oltre i confini del Parco, perché la comunità locale che interagisce con la natura e con il Parco stesso vive nelle aree circostanti.

The African Kingdom - Parco Transfrontaliero del Limpopo

Foto di Andrea Frazzetta, Mostra Fotografica a Milano dall’8 al 18 ottobre


Si tratta di una sfida dalle grosse potenzialità ma che comporta diverse problematiche e non poche difficoltà: togliere tutte le recinzioni, eliminare le mine ancora presenti sul territorio, bilanciare la libertà di migrazione degli animali con il rischio di distruzione delle coltivazioni da parte di elefanti e bufali. L’accesso alle risorse è un aspetto chiave di questo ambizioso programma, perché ogni soggetto ha obiettivi a volte contrastanti nei diversi ambiti coinvolti: militare, agricolo, allevamento, turismo.
Principio fondamentale per ottenere dei risultati efficaci è il coinvolgimento delle comunità locali nelle decisioni e nella definizione degli obiettivi: chiedere a loro cosa serve davvero, perché ad esempio il pozzo nel posto sbagliato può fare più danno e creare contaminazioni. Le comunità locali, a loro volta, hanno compreso l’importanza e la portata del progetto e si sono aperte al dialogo e alla collaborazione, rendendosi protagonisti del cambiamento.

Parco_Limpopo

Un esempio significativo del coinvolgimento delle comunità locali è il Makuleke Contract Park, un’area costituita all’interno del Parco Kruger e riconosciuta di proprietà della comunità Makuleke, che diventa pertanto custode dell’ambiente in cui vive e delle sua conservazione. La gestione dei lodge è in mano a privati che hanno competenze specifiche nel campo turistico, ma i locali in cambio ricevono delle royalties.

Makuleke
Le comunità locali quindi hanno capito che gli animali vivi valgono di più e si stanno sempre più impegnando e coinvolgendo per la loro preservazione anziché nelle attività di caccia e bracconaggio (che resta comunque un grosso problema di queste aree).

Potete visitare la mostra fotografica di Andrea Frazzetta presso il Palazzo dei Giureconsulti – Camera dei Notari – in Piazza Mercanti 8.
L’ingresso è libero e avete tempo fino al 18 ottobre.

Un bel messaggio di libertà e cooperazione in luoghi dove la guerra è stata protagonista per molti anni.

Una speranza che tutto ciò si possa tradurre presto in itinerari turistici insoliti e proposte equo-solidali, a contatto con le comunità locali protagoniste di questo cambiamento!

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