L’ecologia è una cosa da ricchi?

Sono tornata da poco da due viaggi molto ravvicinati tra loro, il primo nello Sri Lanka e il secondo in Oman.
Inutile dire che sono due Paesi davvero molto diversi e non comparabili, ma è normale fare dei paragoni soprattutto su alcune tematiche generali come l’ecologia, la tutela ambientale e lo sviluppo sostenibile.
Lo Sri Lanka è un Paese verdissimo e una delle isole con la più ampia biodiversità al mondo. Sono rimasta colpita fin da subito da quanto la foresta sia predominante. La vita si svolge per molta parte ai lati delle strade principali, con qualche costruzione, negozi, gente per strada; poi per chilometri verso l’interno si estendono le piantagioni, le coltivazioni di té, i campi e gli alberi.

Ecologia_SriLanka_paesaggio

Paesaggio Sri Lanka

L’Oman invece è un Paese dove l’acqua costa più del petrolio, anche se sono rimasta sorpresa da quanto possano essere variegati i paesaggi: le montagne sullo sfondo, il deserto, le oasi ed i centri abitati visti dall’alto come macchie di vita in mezzo al nulla.

ecologia_Oman_paesaggio

Paesaggio Oman

Quello che mi ha colpita di più dell’Oman è l’ordine e la pulizia delle strade, che si nota soprattutto in città. La mancanza d’acqua ha costretto il Paese ad attrezzarsi con irrigazioni artificiali ed i giardini degli Hotel o dei vari edifici pubblici che si incontrano anche appena fuori Muscat, trasmettono una sensazione di calma da quanto sono ordinati e precisi.
Purtroppo (o per fortuna, visto che il fascino di molti Paesi tropicali sta proprio in questo) non posso dire la stessa cosa dello Sri Lanka, dove la vita che si incontra per strada trasmette tutt’altro che calma. Gente che vende frutta o altri alimenti, tuk-tuk che sbucano dal nulla e sorpassano da ogni lato, insegne pubblicitarie non sempre di buon gusto ma senz’altro molto colorate… insomma caos è una parola più appropriata per le città dello Sri Lanka. Certo, basta poi allontanarsi un po’ dai centri abitati per trovare anche qui pace e tranquillità. Stesso discorso per l’attenzione all’ecologia: nelle aree meno abitate del Paese mi è capitato spesso di vedere cartelli che invitano ad utilizzare gli appositi cestini, ma purtroppo un pò di rifiuti per la strada nelle aree urbane e appena fuori dalle città li ho visti.
Per questo la pulizia di Muscat mi ha colpito così tanto, perché nelle città solitamente è più facile trovare rifiuti per la strada rispetto ad altre aree meno abitate.

Secondo i dati di Wikipedia sul valore del PIL pro-capite, l’Oman è certamente un Paese più ricco dello Sri Lanka. Quanto incide questo sull’ecologia e sulle politiche di tutela ambientale? Se un Paese è povero è autorizzato ad inquinare?
Le mie sono ovviamente domande provocatorie e non intendo certo dire che lo Sri Lanka sia un Paese inquinato o che inquina! Anzi, il governo è impegnato in una serie di azioni e di progetti per la riforestazione, come il Rotary Tree Planting Project. Tra l’altro nello Sri Lanka non c’è neanche così tanta povertà come in altri Paesi. Ciò che ho visto nei miei viaggi mi offre più che altro uno spunto per chiedere la vostra opinione su questo argomento.
Il legame tra ricchezza ed ecologia sta più forse nel comportamento delle persone: quando sei povero hai bisogni primari da soddisfare che mettono in secondo piano la tutela ambientale. Di fatto, gli unici rifiuti che ho visto in Oman sono quelli gettati dai turisti nel deserto, dove gli operatori preposti non hanno modo di ripulire giornalmente… E allora in questo caso se sei ricco (o ti puoi permettere di fare un viaggio in Oman), sei autorizzato ad inquinare fuori dal tuo Paese? Altra domanda provocatoria. Ed ecco che il tema dell’ecologia si intreccia con quella del Turismo Responsabile. Perché in queste situazioni mi vergogno di essere turista; tentare di giustificare la mia categoria con esclamazioni di stupore e di critica, non è sufficiente a cambiare la situazione o ad “uscirne pulita” (tanto per usare un gioco di parole).

ecologia_Oman_deserto

Oman, Wahiba Sands

Mantenere il mondo pulito è costoso? In questi casi NO, sarebbe veramente sufficiente solo un po’ di attenzione all’ecologia nel dna.
In altri casi forse sì, perché adeguarsi agli standard ecologici di qualità ambientale e di riduzione degli sprechi può essere un costo. Mi riferisco soprattutto alle strutture alberghiere ed in particolare alle sistemazioni più spartane come le guesthouse che permettono il contatto diretto con le comunità locali. Di buono c’è che la tendenza ultimamente è questa… e ciò sta avvicinando il mondo degli Hotel di lusso ai principi del turismo responsabile e dell’ecologia. Ma di questo vi parlerò nel prossimo articolo…

Chi di voi è povero ma attento all’ecologia? 😉

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