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4 modi per prolungare l’esperienza di viaggio dopo il rientro

Il viaggio non finisce certamente quando si disfa la valigia!
Soprattutto se l’esperienza è stata intensa e la destinazione ci ha coinvolto anche emotivamente, si rientra da ogni viaggio un po’ cambiati… qualcosa ci spinge a vedere le cose in modo diverso o semplicemente la nostra mente si è allargata, perché abbiamo conosciuto un pezzo di mondo in più. A volte però ci lasciamo prendere subito dalla routine di tutti i giorni e dallo stress e ci capita, già dopo qualche giorno, di rispondere a chi ci chiede come è andato il viaggio: “L’ho già dimenticato”!
Non vi è mai capitato?

Ispirata dalla recente campagna #dopoilviaggio di Lonely Planet, ho deciso quindi di scrivere questo articolo su 4 cose che possiamo fare per prolungare l’esperienza del viaggio anche dopo il rientro:

1) No, il primo consiglio non è “non disfare la valigia”… mi raccomando! 😉
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Luxury e sostenibilità: un connubio possibile?

Visitando diverse strutture Luxury durante il mio viaggio in Oman di 10 giorni fa, mi sono chiesta se per vivere un’esperienza di Turismo Responsabile sia davvero necessario rinunciare ad ogni comodità o se ci si possa permettere anche qualche sfizio. Sono sempre di più, infatti, le catene alberghiere e soprattutto i resort 5 stelle lusso che si presentano come strutture sostenibili e vantano certificazioni ambientali.
La tendenza ora è questa e ne sono felice, ma quanti di questi Hotel sono veramente eco-sostenibili? E soprattutto, il rispetto di criteri di sostenibilità ambientale è sufficiente per proporre queste sistemazioni all’interno di viaggi responsabili?
Sappiamo che un viaggio responsabile necessita della parte sociale e deve dare la possibilità di instaurare un contatto con la comunità locale, ma -come vi accennavo anche in questo mio precedente articolo– credo che ogni viaggio può contenere esperienze di diverso tipo e che tutti i tipi di viaggio possono essere affrontati in modo responsabile, perché quello che conta è il comportamento di chi viaggia e perché con la modularità è possibile costruire un viaggio in maniera personalizzata.

E allora perché non inserire anche qualche giorno ad esempio in una struttura Luxury come questa? Alila Hotel

Oman_Alila_Nizwa

Alila Hotel, Jabal Akhdar, Nizwa – bagno Villa Rummanah

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Quel confine sottile tra sostenibilità e non…

Il primo approccio con un Paese durante un viaggio avviene generalmente in aeroporto e durante il primo trasferimento verso l’hotel. Che si tratti di un viaggio organizzato oppure di un viaggio fai da te, generalmente i primi contatti con le persone del luogo servono per orientarci, per capire dove partono le navette o dove noleggiare un’auto, per cambiare qualche soldo in moneta locale o comprare una sim telefonica. Se il viaggio aereo poi è durato diverse ore, siamo anche un po’ spaesati, stanchi e sottosopra per il fuso o per il diverso clima.

Al mio arrivo a Colombo lo scorso 27 maggio, dopo la difficoltà iniziale nel respirare (arrivavo dai 20 gradi di Milano), mi sono guardata intorno in aeroporto e non nego di essermi chiesta come mai ci fosse un televisore nell’area degli arrivi, appena prima dell’uscita principale… primo mistero di questo affascinante Paese, lo Sri Lanka.

Aeroporto di Colombo

Aeroporto di Colombo

A causa del fuso orario per noi è ancora notte, quindi il trasferimento in bus verso Habarana (3 ore e mezza circa) diventa una sfida con me stessa: voglio assolutamente cogliere già tutto di questo Paese, cerco di spiare dentro ogni casa che sfila dal finestrino e di incrociare lo sguardo di qualche personaggio che sta raccogliento le foglie in giardino o dei bambini che giocano per la strada con la loro divisa scolastica. Scattano automaticamente i confronti con i posti visitati durante i miei precedenti viaggi: qua assomiglia a Zanzibar, questo c’è anche in Thailandia, ecc… Naturalmente non sono possibili paragoni e la voglia di capire, di conoscere, di entrare in contatto con le persone crea in questi primi momenti un forte senso di impotenza (che va ad aggiungersi alla stanchezza per il viaggio), per il fatto di essere “imprigionati” sul bus e di non potersi fermare a proprio piacimento. Primo punto a sfavore dei viaggi organizzati? Non è detto… perché bisogna anche sapere dove fermarsi e come comportarsi per non impattare negativamente nella vita dei locali.

Shanta, la nostra guida

Shanta, la nostra guida

Come ci dice anche il Vademecum del Viaggiatore Responsabile, la presenza di un mediatore culturale è fondamentale per la sostenibilità di un viaggio. Ad esempio, senza la nostra guida nello Sri Lanka, non avremmo saputo che davanti al Golden Temple di Dambulla ci si può fotografare facendo attenzione a non dare mai le spalle al Buddha mentre invece al tempio di Kandy è completamente vietato fotografare persone davanti alle statue. Ogni tempio ha le sue regole e Shanta ci tiene particolarmente a spiegarcele, quasi si arrabbia se ci allontaniamo e non lo ascoltiamo, perché per lui è molto importante che ci comportiamo nel modo corretto e che rispettiamo la sua religione. more »

Intervista ad una guida d’eccezione!

Abbiamo chiesto a Paolo, la guida che accompagna il Tour di Gruppo estivo in Madagascar, di spiegarci il suo punto di vista e aiutarci a capire cosa significa partecipare ad un Viaggio Responsabile.

Ecco l’intervista:

Ciao Paolo, tu sei un esperto conoscitore del Madagascar e tutti i miei clienti che hai accompagnato, tornando mi hanno sempre confermato che non sei solo una guida d’eccezione, ma anche una persona speciale, in grado di trasmettere entusiasmo e amore per questo Paese.
Per quanti anni hai vissuto là e fino a quando?
famiglia
Sono entrato in Madagascar la prima volta a giugno del 1993 per poi tornare nell’ottobre dello stesso anno come tecnico in un progetto di cooperazione con l’ONG V.I.S., poi sono rimasto quasi ininterrottamente fino al 2003, anno in cui sono rientrato in Italia.

Che tipologie di viaggiatori accompagni durante il viaggio in Madagascar?
Diverse… durante gli anni l’età media è aumentata e ci sono più coppie. Generalmente sono persone di cultura media, per il 70% donne, provenienti da varie parti d’Italia. Sono persone già motivate che cercano questa tipologia di viaggi e, in buona parte, hanno già fatto altri viaggi di questo tipo. Ma ho avuto una discreto numero di coppie in viaggio di nozze, genitori con un figlio/a, giovani e anche qualche famiglia.

Sono tutte persone consapevoli di cosa sia il Turismo Responsabile?
In massima parte sì, ma ho riscontrato che le modalità di viaggio sono diverse da agenzia a agenzia e da Paese a Paese. Non c’è un’omogeneità di pensiero né tra i viaggiatori né tra le agenzie. Generalmente si sceglie il turismo Responsabile anche per fare esperienze diverse. more »

Fa’ la Cosa Giusta 2015: più turismo responsabile per tutti!

Lo scorso week-end si è svolto a Milano l’immancabile appuntamento annule con l’economia solidale e la sostenibilità: la fiera Fa’ la Cosa Giusta, giunta ormai alla XII edizione e conclusa con 70.000 visitatori, 700 realtà espositive, 300 appuntamenti culturali, 3.300 studenti e 630 giornalisti accreditati. Eravamo presenti per la prima volta con lo stand IoViaggioResponsabile e ringraziamo davvero di cuore tutti quelli che sono passati a trovarci! Siamo rientrate cariche di nuova energia, reduci da 3 giorni ricchi di visite, incontri interessanti e molti spunti da mettere su carta…

Abbiamo conosciuto molte persone e ci siamo rese conto che -nonostante fossero tutti interessati alle tematiche della fiera- non tutti però erano a conoscenza di cosa sia il Turismo Responsabile. Abbiamo quindi capito che ci possono e ci devono essere diversi modi e soprattutto diversi livelli di fare Turismo Responsabile. Ci siamo infatti trovate di fronte chi aveva già viaggiato con i principali Tour Operator specializzati in Viaggi Responsabili, chi aveva organizzato o partecipato a viaggi con ONG italiane o locali, chi viaggia da solo o comunque in modalità faidate e cerca in loco il contatto con le persone… Insomma diversi approcci, diversi modi di farlo… a volte anche inconsapevolmente, senza conoscere la teoria ed i principi che ci stanno dietro.

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Inutile dire che questo può essere un po’ rischioso, in quanto è molto importante sapere che impatto abbiamo quando viaggiamo e quando ci avviciniamo alle comunità locali, specialmente in determinati Paesi e determinate situazioni di semi-isolamento. Ma per questo rimandiamo ad altri approfondimenti… In questo articolo ci tengo a sottolineare come i diversi approcci al Turismo Responsabile in cui ci siamo imbattute, ci hanno fatto riflettere sulla possibilità di rendere più accessibile questa nicchia e su come a volte proprio gli esperti del settore creino delle “barriere all’ingresso” che ci piacerebbe invece abbattere. more »