4 modi per prolungare l’esperienza di viaggio dopo il rientro

Il viaggio non finisce certamente quando si disfa la valigia!
Soprattutto se l’esperienza è stata intensa e la destinazione ci ha coinvolto anche emotivamente, si rientra da ogni viaggio un po’ cambiati… qualcosa ci spinge a vedere le cose in modo diverso o semplicemente la nostra mente si è allargata, perché abbiamo conosciuto un pezzo di mondo in più. A volte però ci lasciamo prendere subito dalla routine di tutti i giorni e dallo stress e ci capita, già dopo qualche giorno, di rispondere a chi ci chiede come è andato il viaggio: “L’ho già dimenticato”!
Non vi è mai capitato?

Ispirata dalla recente campagna #dopoilviaggio di Lonely Planet, ho deciso quindi di scrivere questo articolo su 4 cose che possiamo fare per prolungare l’esperienza del viaggio anche dopo il rientro:

1) No, il primo consiglio non è “non disfare la valigia”… mi raccomando! 😉
La prima cosa che facciamo una volta tornati da un viaggio (dopo il primo carico di lavatrice) è scaricare le foto sul computer. Forse chi usa solo il cellulare neanche le scarica… le riguarda un po’ di volte, le condivide con gli amici e sui social (tutte insieme e senza selezione) e tutto finisce lì. Chi ha una macchina fotografica più o meno professionale, invece, scarica tutto sul pc, fa una selezione e magari una sistematina con Photoshop… poi condivide con amici e sui social. Finito anche in questo caso in qualche giorno.
E se, dopo la selezione delle foto più belle, provassimo a condividerle un po’ alla volta… magari una al giorno e magari con una descrizione più dettagliata di cosa rappresenta? Ad esempio un mini diario di viaggio sulle emozioni suscitate da quell’immagine vista con i propri occhi in quel momento (…perché le foto che condividiamo sono tutte scattate personalmente, vero?) oppure un pensiero, una citazione che quell’immagine ci ispira. Insomma, rallentiamo un attimo e stimoliamo anche negli altri un’osservazione più attenta ed una lenta riflessione… Proviamo?

Foto_viaggio_Oman

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2) Qua sarò un po’ più secchiona, perché l’importanza di informarsi sul Paese, di leggere e studiare (come suggerisce il Vademecum del Viaggiatore Responsabile per il pre-partenza), secondo me non dovrebbe finire una volta rientrati dal viaggio… anzi, alcune letture potrebbero essere più interessanti, perché affrontate con l’occhio di chi ha visto quei posti in prima persona.
Si immaginano luoghi e scene in modo differente. Provate a leggere lo stesso libro prima e dopo un viaggio… certamente “vedrete” cose diverse! La letteratura di viaggio post-rientro aiuta senz’altro a capire ancora meglio ciò che abbiamo visto e si crea un circolo virtuoso, perché questo spinge ad altri approfondimenti e magari ad altri viaggi.
Vi faccio un esempio con questo stralcio del libro “L’amante giapponese” di Rani Manicka, che racconta il momento della nascita della protagonista. Il mio coinvolgimento nella lettura è stato senz’altro maggiore, visto che avevo ascoltato la spiegazione della guida nello Sri Lanka, come vi ho già raccontato in questo articolo scritto proprio durante il mio viaggio.

“E’ quasi finita” – mormorò la levatrice. Tese la mano per prendere prendere il lime sul ceppo di legno e posarlo sul pavimento, poi con una lieve spinta lo fece rotolare sotto la coperta verso gli uomini, per far capire loro che la testa del bambino era già fuori. Immediatamente i due si voltarono verso il bell’orologio del sacerdote, che, aperto il quaderno su una pagina bianca, annotò l’ora esatta: 16.35. Quando si formulava un oroscopo, un errore di quattro minuti in più o in meno poteva alterare completamente il quadro astrale. Consultando l’almanacco, cominciò a fare calcoli meticolosi mentre l’uomo aspettava di udire il vagito del neonato.
[…] “Una femmina” – pensò meravigliato ancor prima che la voce rauca della levatrice lo annunciasse e la neonata prendesse a strillare a pieni polmoni. In fretta, per nascondere la sua gioia perché era proprio quello che aveva segretamente sperato, coprì il piatto di cristalli di zucchero di canna che avrebbe offerto al sacerdote se fosse nato un maschio e gli porse invece il piatto con lo zucchero di palma. Immerso nei conteggi, il sacerdote portò distrattamente alla bocca quello che gli veniva dato e, senza sollevare la testa, continuò i suoi calcoli.
[…] Il sacerdote posò la penna. Con un sospiro, poiché detestava dare brutte notizie, sollevò il viso con l’abituale lentezza. “Sembra che la bambina sia destinata a sposare un uomo straordinariamente ricco” spiegò impacciato.” Però due pianeti infausti, Rahu, la testa del serpente, e Kethu, la coda, sono situati nella sua Casa del Matrimonio”. Si fregò il mento. “Significa che il serpente, tutto intero, sta nella sua Casa del Matrimonio, quindi l’unione si rivelerà disastrosa”.

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“L’amante giapponese” di Rani Manicka

3) Acquistare cibo locale, imparare delle ricette e provare a cucinarle a casa, una volta rientrati dal viaggio.
Personalmente non sono mai riuscita a riprodurre lo stesso gusto dei piatti assaggiati in giro per il mondo, un po’ perché non sono certo una cuoca esperta ma, soprattutto, perché quella legata al cibo è un’esperienza che ha a che fare anche con il contesto e spesso è difficile replicare le stesse sensazioni provate durante il viaggio. Certamente, però, può essere fatto un tentativo che può aiutarci a prolungare l’esperienza del viaggio ed a condividerlo con altre persone (che ci faranno da cavie, naturalmente!).

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Noodles comprati nello Sri Lanka

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Tentativo di cucinare (bene) i noodles comprati nello Sri Lanka… usciti più alla mediterranea!

4) Mantenere i  contatti instaurati con le persone che hanno viaggiato con noi, ma soprattutto con i locali conosciuti durante il viaggio. Come dice il Vademecum del Viaggiatore Responsabile: “Se hai preso impegni con la gente del luogo (invio di cartoline, foto o altri piccoli favori), cerca di mantenerli”.

Questi erano solo alcuni spunti per aiutarci a creare uno stacco graduale post-rientro e per continuare a rivivere il viaggio nei ricordi, nelle sensazioni e nei sapori! E voi, avete altri consigli utili per prolungare l’esperienza del viaggio?

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